lunedì 18 luglio 2011

Biologico e Agricoltura Biologica, normativa e produzione

Biologico e Agricoltura Biologica

L'agricoltura biologica, è un metodo di coltivazione che ha come obiettivo il rispetto dell'ambiente e degli equilibri naturali, della salute dell'operatore e del consumatore.

agricoltura_biologicaNell'agricoltura biologica infatti non si utilizzano, se non in limitatissime situazioni, né antiparassitari né concimi di sintesi chimica e l'azienda agricola viene vista come un agro-eco-sistema, nel quale l'attività agricola ad opera dell'uomo si inserisce in un contesto ambientale naturale, cercando di conservarne il più possibile le caratteristiche.

Le pratiche agricole biologiche generalmente prevedono:

  • La rotazione delle colture per un uso efficiente delle risorse del terreno;
  • Limiti molto ristretti nell'utilizzo di pesticidi e fertilizzanti sintetici, antibiotici nell'allevamento degli animali, additivi negli alimenti e coadiuvanti ed altri fattori produttivi;
  • Il divieto dell'uso di organismi geneticamente modificati (OGM);
  • L'uso efficace delle risorse del luogo(ad esempio l'utilizzo del letame per fertilizzare la terra o la coltivazione dei foraggi per il bestiame all'interno dell'azienda agricola);
  • La scelta di piante ad animali che resistono alle malattie e si adattano alle condizioni del luogo;
  • L'allevamento degli animali liberi, all'aperto e nutrendoli con foraggio biologico;
  • L'utilizzazione di pratiche di allevamento appropriate per le differenti specie di bestiame.

L'utilizzo nell'agricoltura biologica di pratiche agronomiche quali la coltivazione di diverse specie su una stessa area di suolo, la rotazione delle colture e l'interramento di apposite colture allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno (sovescio) favorisce inoltre anche la biodiversità e permette al terreno, con l'aggiunta di sostanza organica, di arricchirsi a sua volta di microrganismi e forme viventi di diverso tipo.

Controllo - le garanzie per consumatori e produttori

La normativa comunitaria prevede che ogni operatore che a qualsiasi titolo intervenga sui prodotti da agricoltura biologica nelle fasi della produzione, preparazione, trasformazione, condizionamento, importazione, etichettatura e commercializzazione debba essere sottoposto ad un sistema di controllo.

In Italia il controllo sugli operatori che producono ai sensi della regolamentazione comunitaria è stato affidato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali  ad Organismi di Controllo  di tipo privato, previa sua autorizzazione.

La nuova normativa ha potenziato la modalità del controllo, che si deve basare in particolare sull'analisi dei rischi, in conformità al sistema ufficiale di controllo vigente nell'Unione Europea per la generalità delle produzioni agroalimentari, garantendo una verifica completa annuale presso ogni operatore biologico, più eventuali verifiche straordinarie, prevalentemente non annunciate.

Le ispezioni ed i controlli analitici sono svolti sia per verificare le conformità del processo produttivo sia per prevenire o dimostrare eventuali contaminazioni accidentali.

A loro volta gli Organismi di Controllo sono sottoposti alla vigilanza dell'Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari e del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e, per quanto riguarda la loro attività in Piemonte, dalla Regione, dalle Province e dalle Comunità Montane.
L'attività di vigilanza sugli Organismi di Controllo garantisce:

  • che essi mantengano i requisiti sulla base dei quali sono stati autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
  • l'obiettività e l'efficienza dei controlli da loro effettuati.

L'attività di vigilanza sull'operato degli Organismi di Controllo è disciplinata in Piemonte dalla L.R. n. 13/99 e relative istruzioni ed è attuata da Regione, Province e Comunità Montane. La Regione si occupa del coordinamento generale della materia e del controllo diretto sugli Organismi di Controllo; le Province e le Comunità Montane sono competenti tra i vari adempimenti, della verifica annuale dell'attività degli Organismi di Controllo sul territorio di competenza, attraverso visite di vigilanza presso gli operatori biologici, effettuate a campione e secondo modalità stabilite dalla Regione.

L'attività di vigilanza nei confronti dell'operato degli Organismi di Controllo, è una delle attività inserite nel Piano regionale dei controlli in agricoltura, di cui alla D.G.R. n. 44-404 del 26/07/2010, definito con l'obiettivo di provvedere ad un'azione di coordinamento, armonizzazione e non sovrapposizione dell'attività di controllo e di vigilanza svolta da una pluralità di Enti regionali e non aventi finalità anche diverse (Assessorato Sanità, Carabinieri, Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari, ad esempio, hanno come oggetto del loro controllo l'operatore biologico, con particolare riguardo agli aspetti connessi alla tutela della salute del consumatore od alla vigilanza sulle frodi in materia commerciale e sanitaria).

Etichettatura - come distinguere i prodotti certificati

Il Logo di produzione biologica dell'Unione europea

Il logo UE dell'agricoltura biologica, che dal luglio del 2010 tutti i prodotti alimentari biologici preconfezionati nell'Unione europea devono recare obbligatoriamente, dà ai consumatori la sicurezza riguardo l'origine e la qualità degli alimenti e delle bevande e assicura la conformità con il Regolamento EU sull'agricoltura biologica.Il logo europeo è stato scelto recentemente traLogo biologico UEmite un concorso indetto dalla Commissione europea, aperto a studenti di arte e di design; le circa 3500 proposte pervenute sono state esaminate da una giuria di esperti internazionali che ha selezionato le tre migliori, tra cui è stato scelto il logo sopra riportato, denominato "Euro-leaf".
La nuova normativa ha inoltre previsto che:

  • si può scrivere "Prodotto Biologico" (e non più "Prodotto da agricoltura biologica"), ma solo se il contenuto in ingredienti bio è superiore al 95% e il restante 5% rientra, comunque, in una lista di ingredienti agricoli convenzionali ammessi;
  • L'uso del logo europeo, prima facoltativo, dal 01/07/2010 è diventato obbligatorio per tutti i prodotti bio confezionati, con un contenuto in ingredienti bio superiore al 95%, prodotti e coltivati all'interno della Unione Europea.
  • I prodotti con un contenuto di ingredienti bio inferiore al 95% non possono essere etichettati quali "Prodotto biologico" E' in questo caso possibile solo riportare la dicitura "biologico" all'interno della lista degli ingredienti, con indicazione della loro incidenza percentuale;
  • E' obbligatorio indicare l'origine UE o non UE delle materie prime che costituiscono un prodotto;

Possono essere indicati  marchi di certificazione privati e nazionali, ma a patto che le condizioni di uso e le  certificazioni correlate non provochino anomalie ed ostacoli al libero mercato.
E' anche obbligatorio riportare:

  • Il numero di codice dell'Organismo di Controllo, attribuito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali a ciascun Organismo. (preceduto dal termine BIO e dalla sigla IT, oltre che dalla dicitura : "Organismo di Controllo autorizzato dal Mipaaf").
  • il nome o la ragione sociale dell'operatore che ha effettuato la produzione o la preparazione più recente (sui prodotti preconfezionati da agricoltura biologica), ivi inclusa l'etichettatura, nonché il codice identificativo attribuito dall'Organismo di Controllo. Il codice è preceduto dalla dicitura "operatore controllato n……".

Ecco un esempio di stringa:
Organismo di Controllo autorizzato dal Mipaaf               Operatore controllato n.
                       IT BIO XXX XXXX

Normativa - i riferimenti legislativi

Normativa Comunitaria
Dal 1° gennaio 2009 è cambiata la normativa di riferimento per l'agricoltura biologica: il regolamento CE n. 834/2007 ha infatti abrogato il Regolamento (CEE) n. 2092/1991 e, prevede nuove norme in materia di produzione ed etichettatura dei prodotti biologici.
Nel nuovo regolamento il campo di applicazione è esteso ai prodotti dell'acquacoltura, ai lieviti ed alle alghe marine e si evidenzia la necessità di stabilire un quadro normativo chiaro anche per il vino fino ad oggi penalizzato da un'importante carenza normativa.
Con la nuova normativa non viene contemplato il settore della ristorazione privata e collettiva, ma gli Stati membri sono autorizzati a regolamentare questo comparto, in attesa di un riesame a livello U.E. nel 2011.
Viene inoltre istituito un nuovo regime permanente di importazione, con l'introduzione di una procedura per il riconoscimento degli Organismi o Autorità di Controllo operanti nei Paesi Terzi (non Stati membri della U.E.), a conclusione della quale la singola organizzazione è in grado di operare in condizioni di parità con gli altri enti europei.
La Commissione Europea ha successivamente adottato una serie di regolamenti recanti:

  • modalità di applicazione del Reg. n. 834/2007: il Reg. n. 889/2008, per quanto riguarda la produzione biologica, l'etichettatura ed i controlli; il Reg. n. 1235/2008 per quanto riguarda il regime di importazione di prodotti biologici dai paesi terzi;
  • modifica del Reg. n. 834/2007; il Reg. n. 967/2010, relativamente all'utilizzo del logo comunitario;
  • modifica del Reg. n. 889/2008: il Reg. n. 710/2009, per quanto riguarda l'introduzione di modalità di applicazione relative alla produzione di animali e di alghe marine dell'acquacoltura biologica; il Reg. n. 271/2010, che meglio definisce le modalità di utilizzo del logo comunitario, ridefinito "logo di produzione biologica dell'Unione Europea".

Normativa Nazionale
In Italia, in applicazione degli articoli 8 e 9 (sistema di controllo) del Reg. CEE n. 2092/1991, in materia di produzione agricola ed agroalimentare, è stato emanato il D.Lgs n. 220/1995, ancora vigente dopo l'abrogazione del regolamento comunitario da parte del Reg. n. 834/2007, in attesa che venga approvato un Disegno di legge attualmente in discussione presso la Commissione Agricoltura del Senato.
Per l'attuazione dei Regolamenti (CE) sopraccitati sono stati approvati i seguenti Decreti ministeriali:

  • D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 220 - Attuazione degli articoli 8 e 9 del regolamento CEE n. 2092/91 in materia di produzione agricola ed agro-alimentare con metodo biologico
  • D.M. n. 18354 del 27/11/2009, recante disposizioni per l'attuazione dei Reg. 834/2007, 889/2008 e 1235/2008;
  • D.M. n. 8515 del 28/05/2010, di modifica del D.M. n. 18354;
  • D.M. n. 11954 del 30/07/2010, per quanto riguarda l'attuazione del Reg. 710/2010 sull'acquacoltura biologica;
  • D.M. n. 11955 del 30/07/2010, che ha approvato il modello di notifica per l’acquacoltura biologica
  • allegato al D.M. n. 11955 del 30/07/2010

Normativa Regionale
La Legge Regionale 13/1999 "Norme per lo sviluppo dell’agricoltura biologica" (e relative Istruzioni applicative) prevede interventi a sostegno del settore biologico suddivisi in tre indirizzi principali: ricerca, promozione e vigilanza.

Riconoscimento - iter burocratico per la certificazione

L'azienda che vuole certificare le attività di produzione, preparazione, commercializzazione e importazione dei prodotti agricoli biologici deve essere sottoposta al sistema di controllo, attraverso:

  • La compilazione della notifica di attività con metodo biologico e l'invio tramite posta raccomandata AR all'Organismo di Controllo prescelto ed alla Provincia od alla Comunità Montana competente per territorio (nel caso di aziende importatrici, direttamente al Mipaaf).A seguito dell'invio della documentazione richiesta, l'Organismo di Controllo provvederà allo svolgimento della visita di avvio, da parte del suo personale tecnico qualificato ed alla successiva valutazione di conformità della propria Commissione di Certificazione competente.
    Solo dopo la valutazione positiva di tale Commissione l'Organismo di Controllo potrà procedere all'immissione dell'azienda nel proprio sistema di controllo;
  • lo svolgimento annuale di una o più visite di sorveglianza sulle aziende ritenute idonee  con lo scopo di verificare il mantenimento delle condizioni di idoneità e la completa applicazione di quanto previsto dalla normativa di riferimento;
  • Il rispetto delle norme dell'agricoltura biologica per un periodo, definito "di conversione all'agricoltura biologica", di almeno due anni prima della semina o, nel caso delle colture perenni diverse dai foraggi, di almeno tre anni prima del raccolto (al fine di poter certificare le produzioni come "Prodotto biologico");

Tutte le operazioni di certificazione sono regolamentate dettagliatamente dalla normativa comunitaria. La certificazione dei prodotti ottenuti con il metodo dell'agricoltura biologica viene effettuata dagli Organismi di Controllo tramite il rilascio all'operatore del documento giustificativo (in precedenza chiamato certificato di conformità), che contiene l'indicazione dei prodotti certificati per i quali l'operatore stesso può rilasciare le dichiarazioni di conformità e l'indicazione del periodo di validità del documento stesso

L'elenco regionale degli operatori dell'agricoltura biologica è predisposto dalla Regione sulla base degli elenchi trasmessi e registrati sul servizio informativo dalle Province e Comunità Montane competenti per territorio ed è aggiornato al 31 dicembre di ogni anno; l'elenco attualmente vigente è aggiornato al 31 dicembre del 2009 . L'iter di approvazione dell'elenco regionale prevede anche l'incrocio dei dati registrati nel sistema informativo piemontese con i dati degli OdC, con gestione delle eventuali anomalie risultanti.

La Regione Piemonte  sta sviluppando un progetto di informatizzazione, che prevede lo sviluppo di funzionalità per la compilazione on- line e l'invio telematico di varie tipologie di comunicazioni (notifiche, recesso dal sistema del biologico) tra l'operatore dell'agricoltura biologico e la Pubblica Amministrazione (la Provincia o la Comunità Montana competente per territorio); tra gli operatori stessi e gli Organismi di Controllo (i Programmi annuali di Produzione - P.A.P.) e tra gli Organismi di Controllo e la P.A. (documenti giustificativi, pareri sui riconoscimenti retroattivi del periodo di conversione, uscite dal sistema di controllo, ecc.).

Info:

Direzione Agricoltura
Settore AGRICOLTURA SOSTENIBILE 
C.so Stati Uniti, 21 – Torino
tel. 011. 4321467 | fax 011.4323765     

Fonte: Piemonteagri.it

 

     Zia Fiorella

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