giovedì 3 marzo 2016

Caffè Espresso e Caffettiere - La Storia inizia a Torino e in Piemonte


IL CAFFE' ESPRESSO E LE CAFFETTIERE
Tutto nasce a Torino e in Piemonte


Pochi sanno che il Caffè Espresso è una invenzione Piemontese, così come la "Caffettiera Moka" e la "Caffettiera Piemontese" nata prima della ben più famosa "Caffettiera Napoletana" che era un brevetto Francese ma prodotta a Collegno in provincia di Torino dalla ditta "Ilsa".
Sempre in Piemonte è stata costruita la prima Macchina per Caffè Espresso la "Victoria Arduino" un vero capolavoro che ha cambiato per sempre le nostre abitudini.

Tazzina caffè espresso
Abbiamo visto che a Torino e in Piemonte si è sviluppato il mondo del caffè sia per il commercio (bar, ristoranti, chioschi ecc...) sia ad uso famigliare...manca solo la materia prima ma a Torino è nata anche la più grande industria di caffè italiana, ovvero la "Lavazza"....ma andiamo per gradi.

La macchina per il Caffè Espresso nasce a Torino con il brevetto n.33/ 256 del 16 maggio 1884, a inventarla è stato Angelo Moriondo, si trattava di un dispositivo per fare il caffè espresso presentato in occasione dell'esposizione mondiale al Valentino. Moriondo aveva diversi locali nel centro storico di Torino tra cui il famoso "Grand-Hotel Ligure" in piazza Carlo Felice e aveva necessità di presentare qualcosa di innovativo e veloce da servire.

Il funzionamento di questa macchina, messo a punto dal meccanico Martina, permetteva di ottenere, tramite serpentine, una fuoriuscita di acqua bollente con una forte pressione che attraversando di getto il contenitore con la polvere di caffè faceva uscire la bevanda in circa 1 minuto.

La Caffettiera "Moka" la più venduta al mondo è nata a Omegna ed il primo modello è stato prodotto dalla "Bialetti" nel 1933.
L'idea della Moka pare sia venuta ad Alfonso Bialetti, questo dice la leggenda, guardando le donne di Omegna fare il bucato sulle rive del Lago d'Orta. In quel periodo non esistevano le lavatrici e, quindi, le donne donne usavano un Mastello bucato. In un altro contenitore posto sotto il mastello si mettevano acqua e cenere, al contatto con l'acqua la "lisciva" bolliva facendo della schiuma e saliva nel mastello bucato dove c'erano i panni da lavare. Da qui è nato il principio del funzionamento della Moka che è tutt'ora la caffettiera più venduta la mondo.

Caffettiera Moka Bialetti

Alfonso Bialetti è quindi andato in Francia per imparare i segreti per la fusione dell'alluminio e quando è tornato a casa sua sul Lago d'Orta ha fondato la famosa azienda "Bialetti". Nel 1933 sono uscite le prime 70.000 caffettiere Moka che già sembravano un successo, ma con l'arrivo del figlio Renato, nel dopoguerra, si superò il milione e ad oggi nel mondo ve ne sono oltre 200 milioni.
Le imitazioni sono centinaia se non migliaia, l'originale deve avere otto lati e l'omino con i baffi famoso anche per lo slogan di Carosello "Eh si , si, si ....sembra facile! (fare un buon caffè).

La prima macchina da caffè espresso che si è diffusa nel mondo ed è una vera opera d'arte è la "Victoria Arduino" e la troviamo ancora in bella mostra in alcuni locali storici.
Macchina caffè espresso Victoria Arduino

Ai primi del '900 Pier Teresio Arduino concepisce e da vita a questa innovativa macchina per caffè espresso diventa un'icona e considerata una opera d'arte. Questa invenzione ha diffuso il caffè espresso in tutto il mondo.
Nel 1910 Arduino ottiene il brevetto e la privativa industriale, e alla macchina ha dato il nome della moglie "Victoria". Il simbolo è la celebre "aquila reale" che veniva prodotto in bronzo cesellato ed ancora oggi vanta imitazioni ed oggetto del desiderio di molti collezionisti.


La "Caffettiera "Napoletana", prima versione in alluminio risale al 1946 ed era prodotta dalla ditta "Ilsa" di Collegno.
Il brevetto di una caffettiera simile alla "napoletana" è francese ed è datato 17 novembre 1815 ed a ottenerlo è stato il parigino Sanè. Questo brevetto 1BA895 "cafetierè propre a faire du cafè sans ébulition, dirte cafetièreSené", mentre il modello "reversibile" ovvero quella che tutti conosciamo a due manici e che si capovolge quando l'acqua bolle è stata brevettata il 14 dicembre 1819 con il numero 1BA1346, "cafetiére d'une forme particuliére a doble filtre, destinée à faire le cafè sans éboulition et sans évaporisation"sempre da un francese, Jean Louis Morize.

Caffettiera Napoletana

Una delle maggiori aziende che producono tutt'ora la "Caffettiere Napoletana" è la Ilsa fondata nel 1946 da Alfredo Rosso e di queste caffettiere ne sono stati venduti nel mondo oltre 4 milioni di pezzi. La versione attuale sempre prodotta dalla Ilasa è in acciaio 18/10 ed è venduta prevalentemente in Campania, seguita da Veneto, Lazio, Lombardia e Piemonte.
Le Caffettiere Napoletane della Ilsa sono state richieste per la trasmissione televisiva "Napoli Milionaria" trasmessa dalla RAI nel 1911.

Abbiamo visto la prima Moka e la prima Macchina per Caffè Espresso e la Caffettiera Napoletana, ma tutto nasce dalla prima caffettiera in assoluto e dall'invenzione del filtro.

L'invenzione del filtro, ovvero, per fare il caffè per percolazione è attribuita al Cardinale  francese Jean Baptiste  de Belloy-Morangle che otteneva la bevanda inserendo un filtro nel colmo di un bricco. Il filtro poteva essere di metallo forato, cotone o lino sul quale si metteva la polvere del caffè tostato e versandoci delicatamente dell'acqua bollente che per attraversare il filtro, per gravità, ci impiegava parecchi minuti anche mezz'ora.

Le caffettiere senza la materia prima non servirebbero a nulla ed anche in questo caso a Torino abbiamo la più grande industria di trasformazione del caffè, la storica "Lavazza".

Luigi Lavazza, fondatore della più grande azienda di caffè italiana nasce nasce Murisengo il 24 aprile 1859. Nel 1894 sposa Emilia Morino e compra la drogheria "Paissa e Olivero" nel centro storico di Torino, all'angolo di via San Secondo e via Barbaroux.
Il caffè proveniente dal porto di Genova veniva torrefatto nel retro del negozio ed ebbe subito un gran successo. Dopo il successo Luigi nel 1936 cede l'azienda ai 3 figli maschi maggiori, dei 9, ritorna nella sua Murisengo e muore il 6 agosto del 1949.

Pubblicità Lavazza - Caballero e Carmencita
Nel 1900 la Lavazza ha 6 dipendenti, nel 1910 si sposta in via San Tommaso dove ha inizio quello che ha decretato il successo definitivo, la tostatura di diverse miscele al posto delle singole varietà.
Il successo è enorme e appena finita la prima guerra mondiale apre uno stabilimento in Corso Giulio Cesare sempre a Torino.
Grazie anche agli innovativi imballi sigillati "salva aroma" diventa nel 1923 la più grande azienda italiana di caffè.
La Lavazza è anche stata pioniera di un nuovo sistema di vendita, innovativo per l'epoca, la tentata vendita. I venditori oltre a prendere gli ordini consegnavano la merce ed incassavano i soldi.
Altra grande intuizione della Lavazza è stata l'introduzione delle lattine sottovuoto, che grazie ad una esemplare campagna di Marketing ha quasi subito superato le perplessità che regnavano tra i consumatori più tradizionali.
Il successo definitivo anche alla strategia pubblicitaria, concordata con lo studio di "Armando Testa", con Carosello con i personaggi di "Caballero e Carmencita", ed il lancio del marchio "Paulista" con il caffè già macinato.
La Lavazza oggi è prima in Italia con una quota di oltre il 48% (dati Nielsen), 3600 dipendenti, un fatturato di 1330,7 milioni (2012), 5 siti produttivi di cui 4 in Italia e presente in 90 paesi dove, è 8° nel ranking mondiale, e vi esporta il 46% della produzione.


Fatemi sapere qual'è il vostro caffè preferito e se avete dei ricordi particolari legati ad una tazzina di questa meravigliosa bevanda,..







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