sabato 7 febbraio 2015

No al pignoramento degli animali domestici

In Italia gli animali domestici possono essere pignorati come se fossero degli oggetti - Firmate la petizione

Gatto_cane

E’ sottoscrivibile online al link http://change.org/giulezampe per presentarla poi al Governo. 

Cani e gatti possono essere pignorati, la legge italiana considera gli animali domestici come dei semplici oggetti con un valore monetario.

Per molti italiani, 4 su 10, gli amici a quattro zampe sono dei veri e propri componenti della famiglia.

E' per questo motivo che è partita la campagna #giulezampe promossa da Tessa Gelisio. La conduttrice è anche ambientalista e Presidente di ForPlanet Onlus. La Gelisio ha deciso così di sponsorizzare la petizione social su charge.org. Gli animali da compagnia "hanno sentimenti che nessun perito o tribunale può stimare".

La dichiarazione- L'appello di Tessa di fa sentire a gran voce: "Con la petizione #giulezampe chiediamo al Governo italiano di riconsiderare il valore degli animali domestici nel contesto del codice civile e penale con specifiche leggi che li distinguano chiaramente dalle proprietà sequestrabili e pignorabili" e prosegue: "Un concetto di civiltà che Paesi come l'Austria e la Germania hanno già fatto proprio, affermando con legge, testualmente che gli animali non sono cose e che dunque non sono pignorabili".

Le stime- Nel nostro paese ci sono 25 milioni di italiani che vivono con un animale domestico, non è accettabile che quest'ultimo possa diventare oggetto di pignoramento. L'invito è quello di pubblicare su Facebook, Twitter o Instagram una foto assieme al proprio amico a due o a quattro zampe con l'hashtag #giulezampe. Questa legge va assolutamente fermata, in Italia i pignoramenti di animali domestici stanno addirittura aumentando e ammontano a  5.500 in un anno. In base alle ultime stime, alla fine di dicembre 2014 hanno raggiunto quota 52.606, ovvero l'11,6% in più rispetto al 2013.

è sottoscrivibile online al link http://change.org/giulezampe per presentarla poi al Governo. 

Fonte: liberoquotidiano.it

 

                    Sergio e Fiorella

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