lunedì 21 ottobre 2013

Boddingo dessert storico Piemontese

Boddingo Dessert Storico Piemontese

Cioccolato

Alla ricerca di ricette e prodotti storici Piemontesi mi sono imbattuto in una ricetta di cui non avevo mai sentito parlare il “Boddingo” o precisamente “Boddingo di gabinetto”.

Vediamo cos’è e come si prepara il “Boddingo” un dolce che deve essere buonissimo e che penso valga la pena riscoprire.

Siamo nel 1896. Ad Azeglio, comune a 50 chilometri da Torino (dove ancora oggi esiste il Castello d’Harcourt, residenza del marchese Massimo Tapparelli d’Azeglio) fervono i preparativi: a trent’anni dalla morte dell’uomo politico, scrittore e pittore, la cittadina gli dedica un monumento.
Per il giorno dell’inaugurazione il menu ufficiale prevede: “fritto all’italiana con tinche del lago di Azeglio”, “tacchino con gelatina” e il “Boddingo alla Canavesa con zabaione“.
Si ritiene che questo dolce sia quello codificato, in quegli anni, da Artusi come Budino Gabinetto: un “budino che sa di diplomazia”, in quanto il gabinetto è quello del governo.
Un dessert già mirabilmente descritto da Vialardi sotto il nome di “podingo di gabinetto (cabinet)” in cui prescrive l’uso di “biscottini a forma di segno”, cioè i savoiardi.

Gli ingredienti e la preparazione sono stati riportati integralmente come da originale.

Ingredienti per il Boddingo (6-8 persone)

  • Biscotti Savoiardi 100 g
  • Zucchero 100 g
  • uova intere 2
  • Tuorli 2
  • latte 500 ml
  • cedro candito a dadini 80 g
  • uva sultanina 40 g
  • Uva passolina 50 g
  • Grand Marnier 40 ml

Per la crema Giuandujotto

  • Latte intero 165 ml
  • Zucchero 25 g
  • maizena 10 g
  • Giandujotti 165 g
  • tuorli 2

Preparazione

Fate ammorbidire le uvette in acqua tiepida per 20 minuti: colate e asciugate. A parte, profumate il cedro candito con un cucchiaio di Grand Marnier. Portate ad ebollizione il latte. Spezzettate i savoiardi. Imburrate un capiente stampo da budino con il tubo centrale e a bordi alti: copritene il fondo con uno strato di uvette e cedro e sopra distendete “un suolo di savoiardi”; coprite con un secondo strato di uvetta, canditi e poi biscotti spezzettati e continuate fino ad esaurimento degli ingredienti.
In una terrina sbattete le uova e i tuorli con lo zucchero, unite il Grand Marnier e il latte tiepido: amalgamate e ponete sul fuoco mescolando per qualche minuto. Adagio versate il composto, passando attraverso un colino, nello stampo con i savoiardi.

Infornate a 180°C per 40 minuti. Preparate la crema gianduiotto: scaldate il latte, aggiungete i gianduiotti, mescolate fino a completa fusione e portate a bollore. In una terrina, unite lo zucchero con la maizena poi incorporate i tuorli. Con un frustino stemperate questo composto nel latte caldo.

Ponete su fiamma dolce e portate ad ebollizione per 2′ agitando energicamente con il frustino fino ad una consistenza densa e cremosa. Ritirate subito dal fuoco. Ancora tiepido capovolgete il Boddingo su un ampio piatto da dessert e, come consiglia Pellegrino Artusi, “prima di mandarlo in tavola, riempite traboccante il buco” con la crema gianduiotto “che lo investa tutto”.

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         Sergio

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