lunedì 7 ottobre 2013

Agroalimentare Made in Italy, in mano a Spagnoli, Francesi, Turchi, Russi, Svizzeri…

Agroalimentare Made in Italy, in mano a

Spagnoli, Francesi, Turchi, Russi, Svizzeri…

Made in italy

Il Made in Italy agroalimentare è il fiore all’occhiello dell’economia Italiana…sicuri? I prodotti alimentari Italiani sono esportati e apprezzati in tutto il mondo…scusate… Italiani? Comprate prodotti Italiani, quelli con la bandierina tricolore…(sicuri sia quella rossa-bianco-verde)?…
Potrei proseguire con decine di luoghi comuni legati ai nostri prodotti tipici alimentari, in effetti tutto vero sono i più famosi, la dieta mediterranea, prodotti unici come prosciutto, parmigiano, pasta, pelati ecc…peccato, però, che non siano più italiani, sono diventati Francesi, Spagnoli, Svizzeri, ma anche Turchi e Russi e si…, si sono comprati tantissimi dei marchi più prestigiosi legati all’alimentare italiano.

Le eccellenze tricolori nel settore alimentare, per cui il made in Italy è famoso nel mondo, parlano sempre meno italiano. L’ultimo caso è quello di Pernigotti, celebre brand noto per i gianduiotti, venduto, dopo oltre 150 anni di storia, al gruppo turco Sanset della famiglia Toksoz dalla famiglia Averna. Ma non c’è da stupirsi. Beviamo latte di proprietà francese, spumante di proprietà russa, acqua svizzera, birra sudafricana e chianti cinese (l’azienda Casanova-La Ripintura, nel Chianti, è stata recentemente acquisita da un imprenditore di Hong Kong), mangiamo ravioli svizzeri, usiamo olio e dadi spagnoli e pelati giapponesi. E sempre nel settore dolciario non si può dimenticare che i baci Perugina appartengono, dal 1988, alla svizzera Nestlè così come i gelati della Antica gelateria del corso (confluiti nel gruppo elvetico nel 1993).

"C’è da augurarsi che il cambiamento di proprietà non significhi lo spostamento delle fonti di approvvigionamento della materia prima" nota in merito la Coldiretti. Ma qualche dubbio comunque rimane. È lecito. Peraltro, sempre secondo Coldiretti, "con la vendita di Pernigotti, sale a oltre 10 miliardi il valore dei marchi storici dell'agroalimentare italiano passati in mani straniere dall’inizio della crisi". Senza considerare infine che chiaramente, in tutti questi casi, anche i profitti (e quindi, spesso, i relativi investimenti) varcano il confine.

Vediamo quali sono le principali aziende alimentari passate in mano straniere negli ultimi anni:

2013
· PERNIGOTTI – la società Averna, ha siglato un accordo per cedere l'intero capitale dell'azienda piemontese detentrice dello storico marchio dei dolci al gruppo Toksoz che ha sede a Istanbul
· CHIANTI CLASSICO (per la prima volta un imprenditore cinese ha acquistato una azienda agricola del Gallo nero)

· RISO SCOTTI (il 25% è stato acquisito dalla società alla multinazionale spagnola Ebro Foods)

2012
· PELATI AR – ANTONINO RUSSO (nasce una nuova società denominata “Princes Industrie Alimentari SrL”, controllata al 51 per cento dalla Princes controllata dalla giapponese Mitsubishi)

· STAR (passata al 75% nelle mani spagnole del Gruppo Agroalimen di Barcellona (Gallina Blanca)

· ESKIGEL (produce gelati in vaschetta per la grande distribuzione – Panorama, Pam, Carrefour, Auchan, Conad, Coop) (ceduta agli inglesi con azioni in pegno di un pool di banche).

2011
· PARMALAT (acquisita dalla francese Lactalis)

· GANCIA (acquisita al 70% dall’oligarca russo Rustam Tariko)

· FIORUCCI –SALUMI (acquisita dalla spagnola Campofrio Food Holding S.L.)

· ERIDANIA ITALIA SPA (la società dello zucchero ha ceduto il 49% al gruppo francese Cristalalco Sas)

2010
· BOSCHETTI ALIMENTARE (cessione alla francese Financière Lubersac che detiene il 95%)

· FERRARI GIOVANNI INDUSTRIA CASEARIA SPA (ceduto il 27% alla francese Bongrain Europe Sas)

2009
· DELVERDE INDUSTRIE ALIMENTARI SPA (la società della pasta è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl che fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata)

2008
· BERTOLLI (venduta a Unilever, poi acquisita dal gruppo spagnolo SOS)

· RIGAMONTI SALUMICIO SPA (divenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International)

· ORZO BIMBO (acquisita da Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis)

· ITALPIZZA (ceduta all’inglese Bakkavor acquisitions limited)
2006
· GALBANI (acquisita dalla francese Lactalis)

· CARAPELLI (acquisita dal gruppo spagnolo SOS)

· SASSO (acquisita dal gruppo spagnolo SOS)

· FATTORIE SCALDASOLE (venduta a Heinz, poi acquisita dalla francese Andros)

2003
· PERONI (acquisita dall’azienda sudafricana SABMiller)

· INVERNIZZI (acquisita dalla francese Lactalis, dopo che nel 1985 era passata alla Kraft)

1998
· LOCATELLI (venduta a Nestlè, poi acquisita dalla francese Lactalis)

· SAN PELLEGRINO (acquisita dalla svizzera Nestlè)

1995
· STOCK (venduta alla tedesca Eckes A.G., poi acquisita dagli americani della Oaktree Capital Management)

1993
· ANTICA GELATERIA DEL CORSO (acquisita dalla svizzera Nestlè)

1988
· BUITONI (acquisita dalla svizzera Nestlè)

· PERUGINA (acquisita dalla svizzera Nestlè)

Fonte: Elaborazioni Coldiretti

Con questi dati vi sono serie possibilità che nella nostra dispensa non ci sia neanche un prodotto Italiano e siamo sicuri che queste aziende estere abbiano tutto questo interesse a sviluppare il Made in Italy, a difendere i nostri prodotti dalle contraffazioni, a mantenerne la qualità, l’unicità e quant’altro.

Vorrei anche sapere i vostri pareri in merito.

       Sergio

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