giovedì 19 settembre 2013

Il Piemonte a Cheese

Dal 20 al 23 settembre a Bra si svolgerà Cheese, vediamo come sarà presente il Piemonte.

Cheese

A Cheese, in programma a Bra dal 20 al 23 settembre, il sistema lattiero-caseario e zootecnico piemontese sarà rappresentato in un’area espositiva collettiva sita in piazza Spreitenbach organizzata da Assopiemonte dop e igp, l’associazione che raggruppa i sei consorzi di tutela dei formaggi dop piemontesi, in collaborazione con gli assessorati all’Agricoltura e all’Economia montata della Regione.

Un ricco calendario di eventi e incontri proporrà i temi, i problemi, le novità del comparto e permetterà di presentare e degustare i formaggi, il crudo di Cuneo e il riso di Baraggia del Piemonte, anche in abbinamento con i grandi vini e altri prodotti agroalimentari.

Una presenza e un programma che gli assessori regionali all’Agricoltura, Claudio Sacchetto, e all’Economia montana, Gian Luca Vignale, reputano “degni dell’importanza di Cheese, che indubbiamente rappresenta la più grande kermesse internazionale sui formaggi e che costituisce una grande occasione per far conoscere agli operatori e visitatori provenienti da ogni parte del mondo il nostro sistema lattiero-caseario, le nostre eccellenze agroalimentari e il loro contesto economico, produttivo e territoriale”.

Il Piemonte, con circa 900.000 capi bovini, di cui circa 160.000 vacche da latte, è una delle regioni italiane a più forte vocazione zootecnica. C’è una prevalenza di allevamenti piccoli e medi, in cui è preponderante il lavoro dell’uomo, e dove, in buona parte, il bestiame è nutrito con foraggi prodotti dalla stessa azienda. L’ubicazione di gran parte delle imprese nelle aree di collina, alpine e prealpine consente eccellenti condizioni pedoclimatiche e di benessere degli animali (basti pensare che sono oltre 500 i margari che ogni anno portano oltre 30.000 capi nei 290.000 ettari di alpeggi piemontesi). Tutte condizioni che distinguono il latte prodotto per forti caratteristiche peculiari e di qualità, ideale per il consumo fresco.

Qualità espresse anche dai prestigiosi formaggi che ne derivano: un terzo del latte prodotto in Piemonte si trasforma in formaggi, emblematicamente rappresentati dai 9 a denominazione di origine protetta, di cui 6 esclusivamente piemontesi: Bra, Castelmagno, Murazzano, Raschera, Robiola di Roccaverano, Toma piemontese, il Gorgonzola prodotto anche in Lombardia e il Taleggio e Grana padano prodotti in altre zone dell’Italia settentrionale. A questi, si aggiungono altri 60 formaggi, riconosciuti come Prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte.

Una produzione così ampia e variegata produzione è anche frutto dell’attenzione riservata alla biodiversità e alla salvaguardia delle razze autoctone, come la Frisona, la Piemontese, la Bruno alpina, la Valdostana, la Pezzata rossa d’Oropa tra le bovine, la Biellese, la Frabosana, la Sambucana e la delle Langhe tra le ovine, l’Alpina comune, la Roccaverano e la Vallesana tra le caprine.

Fonte: Regione Piemonte

      Sergio

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