lunedì 28 maggio 2012

Il cibo dei pellegrini tra monasteri e hostarie del Piemonte

Il cibo dei pellegrini tra monasteri e hostarie del Piemonte

In occasione della 4° Giornata Nazionale dei Cammini Francigeni parte l’iniziativa il “Menu del Pellegrino”: dodici trattorie e ristoranti propongono le ricette di un’antica cucina sapientemente selezionate dai ricettari medioevali.

Via Francigena Piemonte

I pellegrini di oggi, gli escursionisti ma anche i semplici curiosi, lungo il percorso della Via Francigena in Piemonte, possono assaporare piatti e sapori della tradizione.

La riscoperta delle ricette che compongono il menu e l’atmosfera che è stata ricreata, mediante dettagli studiati ad hoc, sia all’esterno del locale sia internamente, oltre che attraverso l’apparecchiatura della tavola, evocano lo spirito del pellegrinaggio.

Il menu si compone di un “piatto del pellegrino” composto da due antipasti e un assaggio di primo, pane “della penitenza” e acqua con prezzi a partire da 10 €.

Le trattorie e ristoranti dove assaggiare i piatti del pellegrino le potete trovare scaricando il file in formato pdf.

 

     Zia Fiorella

Come nasce l’aperitivo

Come nasce l’aperitivo

Nel V sec. aC, il medico greco Ippocrate  prescriveva ai pazienti affetti da inappetenza un medicinale di sua invenzione: il vinum hippocraticum, vino bianco e dolce, in cui erano macerati fiori di dittamo, assenzio e ruta. I romani lo chiamarono vinum absinthiatum (con assenzio) e per migliorarne il sapore, decisamente amaro, aggiunsero rosmarino e salvia. Dal Medioevo in poi la farmacologia erboristica constatò definitivamente che la funzione di stimolare il senso della fame è tipica delle sostanze amare.

Aperitivo

Le scoperte geografiche e l’infittirsi dei commerci con l’Oriente fecero conoscere alla vecchia Europa nuove e costosissime spezie perfette per aromatizzare al meglio il “vino aperitivo”: noce moscata, chiodi di garofano, cannella, rabarbaro, china, mirra, pepe, ecc..

L’aperitivo a largo consumo, inteso come abitudine alimentare e non come cura, nacque a Torino nel 1796 in una piccola bottega di liquori e vini gestita dal signor Antonio Benedetto Carpano il quale ebbe la geniale idea di vendere, in un’elegante bottiglia da litro, un vino aromatizzato con china che battezzò vermouth, dal tedesco wermut, assenzio.