mercoledì 30 novembre 2011

Cappone ripieno alla piemontese

Il cappone ripieno alla piemontese  è una delle più classiche ricette piemontesi, purtroppo sta un pochino scomparendo dalle nostre tavole in quanto la preparazione è piuttosto lunga e presenta diverse difficoltà.

La ricetta del cappone ripieno alla piemontese richiede tanti ingredienti pertanto è meglio organizzarci per tempo.

Per chi abita in prov. di Cuneo o se lo può procurare il cappone di Morozzo è l’ideale, a Morozzo vi è anche una importante fiera dedicata al cappone.

Cappone di Morozzo

Ingredienti per il cappone ripieno alla piemontese

  • cappone 1
  • brodo di carne 1 bicchiere
  • tuorli d’uovo 3
  • prosciutto cotto 110 g.
  • burro 60 g.
  • uvetta sultanina 14 cucchiai
  • mollica di pane 90 g.
  • parmigiano reggiano 100 g.
  • noce moscata q.b.
  • prugne senza nocciolo 100 g.
  • salciccia 110 g.
  • gherigli di noce 1 bicchiere
  • sedano 1 costa
  • carota 1
  • cipolla 1
  • pancetta 100 g.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

martedì 29 novembre 2011

Filetto saltato con salsa burro e prezzemolo

Filetto saltato con salsa burro e prezzemolo, francamente non conosco il vero nome e l’origine esatta, è una delle tante ricette piemontesi che ho trovato e ritagliato tanto tempo fa.

La ricetta del filetto saltato con salsa burro e prezzemolo è uno di quei secondi piatti di carne che sono veloci da preparare ma sono buonissimi e fanno sempre effetto se abbiamo degli ospiti anche all’ultimo momento.

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Ingredienti per il filetto saltato con salsa burro e prezzemolo (4 persone)

  • filetto (4 fette) 800 g. circa
  • burro 60 g.
  • prezzemolo 1 ciuffo sale q.b.
  • pepe q.b.

lunedì 28 novembre 2011

Carciofi ripieni con toma piemontese

Carciofi ripieni con toma piemontese sono un contorno classico tra le ricette della regione Piemonte anche se non molto conosciuto.

La ricetta dei carciofi ripieni di toma piemontese è veloce e facile da preparare e si può abbinare a tanti secondi di carne.

Carciofi

Ingredienti per i carciofi ripieni di toma piemontese (4 persone)

  • carciofi 6
  • pane grattugiato 80 g.
  • toma piemontese stagionata 150 g.
  • olio di oliva 1 bicchierino
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

martedì 22 novembre 2011

Etichettatura, nuovo regolamento europeo

NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO SULL'ETICHETTATURA
Claudio Sacchetto: Ottima notizia per il nostro comparto agroalimentare, storicamente contraddistinto da eccellenza dei prodotti. Punto debole del provvedimento e' la lentezza attraverso la quale entrera' in vigore. 

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Ieri, martedì 22 novembre 2011, è stato  pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il nuovo regolamento sull’etichettatura.
Un aggiornamento importante di quella che era una direttiva risalente al 1979, una nuova normativa che estenderà l’obbligo di esplicitazione della provenienza di tutte le carni fresche: il vincolo precedentemente era imposto solo per la carne bovina, adesso lo stesso principio varrà per le carni suine, il pollame, le avicole e le ovicaprine.

Rivoluzione anche per quanto concerne l’informazione fornita al consumatore: sull’etichetta dovranno infatti comparire le fondamentali informazioni nutrizionali e l’eventuale presenza di allergeni, vigerà inoltre il divieto di informazioni fuorvianti e, infine le dimensioni delle diciture riportate sull’etichetta dovranno essere non inferiori all’1,2 mm, 0,9 mm se la confezione del prodotto è particolarmente ridotta.

Porri fritti alla Piemontese

Porri fritti, i porri si coltivano un po’ ovunque in Piemonte ma la zona diventata più famosa è quelle di Cervere in prov. di Cuneo dove ai porri è dedicata una festa che attrae molta gente .

I porri si usano in molte ricette quella dei porri fritti è una ricetta un poco differente e per questo sicuramente da provare e far conoscere.

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Ingredienti per  i porri fritti (4 persone)

  • porri 8
  • uova 1
  • pane grattugiato 100 g.
  • burro 100 g.
  • farina 1 cucchiaio
  • limone 1
  • sale q.b.

Denominazione di origine controllata e garantita (DOCG)

Denominazione di origine controllata e garantita

I vini DOCG sono vini di qualità originari di zone limitate, recanti il nome geografico di tali zone, le cui caratteristiche sono strettamente connesse all'ambiente naturale e ai fattori umani. I vini più pregiati sono quelli a Denominazione d'Origine Controllata e Garantita, riconoscimento di particolare pregio qualitativo attribuito ad alcuni vini DOC di notorietà nazionale ed internazionale.

 DOCGDenominazione di origine controllata e garantita

I vini sono classificati nelle loro denominazioni come vino vino DOC e vino DOCG. Con la sigla DOCG si identificano i vini a denominazione di origine controllata e garantita.

I DOCG sono vini con "particolare pregio qualitativo" ottenuti da uve coltivate in una zona viticola particolarmente vocata, Barolo, Barbaresco ecc.. il cui nome viene utilizzato per designare un prodotto rinomato e di qualità. Può essere richiesto il riconoscimento a DOCG per quei vini che sono già stati riconosciuti DOC da almeno 10 anni ed hanno notorietà internazionale.

DOCG è la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunità europea. Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il prodotto ottenuto dalle uve coltivate in una zona viticola particolarmente vocata (es. Barolo) il cui nome viene utilizzato per designare un prodotto rinomato e di qualità. Le caratteristiche di questi vini sono strettamente connesse con l'ambiente naturale in cui nascono e vengono normate e definite nei disciplinari di produzione.

La Regione Piemonte conta attualmente 16 vini a Denominazione di origine controllata e garantita

giovedì 17 novembre 2011

Mele al vino Barolo

Le mele al vino Barolo difficile pensare che possano venire da un’altra zona che non siano le Langhe ma le troviamo comunque anche nei ricettari di Monferrato e Roero.

Le mele al vino barolo è una ricetta che si perde nella notte dei tempi prima ancora che il vino Barolo avesse quella giusta fama che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo.

Venendo alla ricetta delle mele al vino barolo sono facilissime da preparare e si adattano a ogni tipo di pranzo o cena.

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Ingredienti per le mele al vino barolo

mele delizia piuttosto acerbe 9
  • zucchero 200 g.
  • Vino Barolo 1 bottiglia
  • limone 1
  • prugna nera essiccata 1
  • chiodi di garofano 2
  • cannella in stecca 1/2
  • zenzero in polvere (optional)
  • martedì 15 novembre 2011

    La Tofeja Canavesana o alla Piemontese

    La Tofeja Canavesana o Piemontese, comunque le origini si trovano nelle valli del Canavese anche se con qualche variante la possiamo trovare anche in altre località del Piemonte.

    La Tofeja Canavesana è un piatto che si mangia soprattutto in autunno ed in inverno ed è ottimo come piatto da gustare in compagnia magari in una tavernetta con caminetto accesso…

    La ricetta della Tofeja Canavesana è un pochino lunga da preparare ma assolutamente da provare.

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    Ingredienti per la Tôfeja Canavesana o Piemontese

    • cipolla 1
    • fagioli borlotti 1 kg.
    • costine di maiale 500 g.
    • cotechini piccoli 10
    • cotiche di maiale 500 g.
    • rosmarino 1 rametto
    • aglio 2 spicchi
    • patate 2
    • sale q.b.
    • pepe q.b.

    lunedì 14 novembre 2011

    Denominazione di origine controllata (DOC)

    Denominazione di origine controllata

    I vini sono classificati nelle loro denominazioni come vino vino DOC e vino DOCG. Con la sigla DOC si identificano i vini a Denominazione di origine controllata.

    La Denominazione di origine controllata contraddistingue i vini prodotti in zone delimitate, solitamente di piccole e medie dimensioni, indicate con il loro nome geografico. I vini DOC garantiscono al consumatore che il prodotto che sta acquistando ha un'origine certa e precise caratteristiche organolettiche e produttive conformi ad un preciso disciplinare di produzione.
    DOCDOC è la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunità europea. Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il prodotto ottenuto dalle uve coltivate in una zona viticola particolarmente vocata (es. Langhe) il cui nome viene utilizzato per designare un prodotto rinomato e di qualità. Le caratteristiche di questi vini sono strettamente connesse con l'ambiente naturale in cui nascono e vengono normate e definite nei disciplinari di produzione.

    La Regione Piemonte conta attualmente 41 vini a denominazioni di origine controllata
    Normativa - i riferimenti legislativi
    Per proteggere la tipicità dei vini fin dal 1962 nel quadro della politica agricola europea si è inserita in modo graduale un'organizzazione comune del mercato vitivinicolo. I meccanismi erano inizialmente volti a regolare l'offerta all'applicazione di un regime di prezzi e di interventi nei confronti dei vini da tavola, regolazione della distillazione ecc.
    Le condizioni del mercato comunitario del vino sono cambiate nel tempo e dopo il Reg. CE 1493/99, rivoluzionario per il comparto, si è giunti all'attuale normativa che racchiude al suo interno tutte le produzioni.
    I principali riferimenti normativi per le DOP e IGP in materia di vini sono i seguenti:
    • Il regolamento CE n. 1234/2007 ha recepito il recente reg. CE 491/2009 uniformando l'OCM di tutti i prodotti alimentari. In questo regolamento sono riportate tutte le modalità per produrre, confezionare e etichettare a livello europeo i vini a denominazione;
    • Reg.CE 607/09 del 14 luglio 2009 – G.u. Ce n. L193 del 24 luglio 2009 – Recante modalità di applicazione del regolamento n.479/08 (ora Reg.1243/07) del consiglio per quanto riguarda le denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche protette, le menzioni tradizionali, l'etichettatura e la presentazione di determinati prodotti vitivinicoli;
    • Reg.CE 606/09 del 10 luglio 2009 – G.u CE n.L 193 del 24 luglio 2009 – Recante alcune modalità di applicazione del regolamentio n. 479/08 del consiglio per quanto riguarda le categorie di prodotti vitivinicoli, le pratiche enologiche e le relative restrizioni;
    • D.lgs 61 del 2010 dell'8 aprile 2010 – G.u. Repubblica Italiana n. 96 del 26 aprile 2010 – Tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini, in attuazione dell'art.15 della legge n. 88 del 7 luglio 2009.
    Riconoscimento - iter burocratico per la certificazione
    Dal 2 agosto 2009 si è modificata la procedura per il riconoscimento e la modifica delle Doc e delle Docg. La nuova prassi prevede due tappe:
    • una nazionale;
    • una comunitaria.
    Il riconoscimento definitivo non avviene più a livello nazionale, ma solo a livello comunitario.
    I riferimenti normativi per il riconoscimento a livello nazionale sono il D.lgs 8 aprile 2010 n. 61 e il D.M 16 dicembre 2010.
    Il riconoscimento di una DOC è riservato ai vini provenienti da zone già riconosciute, anche con denominazione diversa, ad IGT da almeno 5 anni.
    Il riconoscimento di una DOCG è riservato ai vini già riconosciuti a DOC e a zone espressamente delimitate o tipologie di una DOC, da almeno dieci anni.
    Soggetti legittimati a presentare le domande di riconoscimento per una DOC o DOCG
    La richiesta può essere presentata dai Consorzi di Tutela o dalle Associazioni di Produttori costituite ai sensi di legge.
    L'associazione, costituita ai sensi di legge dall'insieme di produttori vitivinicoli della Denominazione oggetto della domanda. Possono far parte dell'Associazione altri soggetti pubblici o di carattere privatistico, purchè rappresentanti gli interessi della relativa denominazione.
    Tra gli scopi sociali dell'Associazione ci deve essere la registrazione del prodotto per il quale si presenta la domanda (o deve almeno essere stata assunta in assemblea la delibera)
    Come si presenta l'istanza di riconoscimento e il suo iter istruttorio
    La domanda viene inviata alla Regione e completata con la documentazione riportata all'art.4 del Decreto Ministeriale 16 dicembre 2010.
    La Regione, entro 60 giorni dalla presentazione, pubblica l'avviso sul BUR e convoca il Comitato Vitivinicolo Regionale per l'approvazione, provvedendo successivamente all'invio al Ministero che entro 45 giorni dalla presa in carico effettua l'istruttoria della pratica.
    Se l'esito della verifica è positivo, il Ministero convoca una riunione di pubblico accertamento – modalità contenute all'art. 7 del D.m 16 dicembre 2010 ed entro 60 giorni la proposta viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
    Trascorsi 60 giorni, se non pervengono osservazioni in merito, il Ministero procede con la pubblicazione del documento unico e del disciplinare sul sito del Ministero stesso. La pratica viene infine trasmessa alla Commissione Europea. che la istruisce.
    La procedura termina a livello comunitario con la pubblicazione sulla G.U. dell'Unione Europea. e a livello nazionale con la pubblicazione sia sul sito che sulla G.U. nazionale del disciplinare di produzione, così come approvato dalla Commisione U.E.
    I disciplinari di produzione vengono dibattuti e trattati dal Comitato Vitivinicolo Nazionale per essere approvati con Decreto Ministeriale.
    Nei disciplinari di produzione sono contenute tutte le regole per la produzione e la commercializzazione dei vini DOP, vengono infatti definite:
    • le zone geografiche di produzione;
    • i vitigni;
    • la tipologia del terreno di coltivazione dell'uva;
    • la resa dell'uva in vino (per evitare un eccessivo sfruttamento della vite);
    • le tecnologie di produzione e di invecchiamento;
    • le caratteristiche del prodotto finito (acidità, estratto secco, gradazione alcolica minima, peculiarità organolettiche);
    • le eventuali qualificazioni del vino al momento della commercializzazione.
    Etichettatura - come distinguere i prodotti certificati
    L’etichettatura del vino DOCG e  DOC è riconoscibile perché:
    • accanto al nome del prodotto c'è la dicitura, per esteso o con acronimo: DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA  (DOC) O  DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA  E GARANTITA (DOCG);
    • è obbligatoriamente presente l'annata di produzione delle uve;
    • è indicata la gradazione alcolica del prodotto espressa in % vol.
    Il Reg.CE 607/09  definisce le informazioni obbligatorie e facoltative da prevedere riportate in etichetta per i vini e i vini DOP.
    Le disposizioni nazionali applicative sono state riportate nel D.lgs 23 dicembre 2009. Il decreto riporta le indicazioni obbligatorie e facoltative che devono essere presenti nell'etichettatura dei vini DOCG e DOC in relazione alle menzioni tradizionali, l'etichettatura e le modalità con cui devono essere indicate.
    Ad es. l'indicazione dell'imbottigliamento in zona di produzione deve essere scritto come:
    • "imbottigliato in zona di produzione";
    o
    • " imbottigliato in…" seguito dal nome della DOP.
    Sull'etichetta deve obbligatoriamente comparire:
    • la denominazione di vendita (es.Piemonte);
    • l’eventuale tipologia relativa alla caratteristica (es. frizzante, dolce ecc…);
    • il nome o la ragione sociale e la sede o del produttore, o del confezionatore o di un venditore, la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento;
    • le indicazioni relative alla salute: (es. prodotto che contiene solfiti);
    • la capacità del contenitore da 0,375 fino alle capacità consentite dai regolamenti e dal Disciplinare di produzione.
    • l’identificativo di lotto, a titolo di tutela merceologica e sanitaria.
    Tra le indicazioni facoltative che possono essere riportate  in etichetta:
    • modalità di conservazione;
    • caratteristiche organolettiche quali colore, sapore, profumi;
    • adempimenti ambientali;
    • consigli sugli abbinamenti e sulle temperature di servizo ;
    • linguaggi / segni per non vedenti;
    • q code.
    Bisogna ricordare che per etichetta di una bottiglia o di un contenitore di vino viene intesa l'intera superficie visibile dal consumatore e quindi non vi sono indicazioni per etichetta e indicazioni per controetichetta ma solamente indicazioni obbligatorie e indicazioni facoltative.
    I singoli disciplinari di produzione riportano autorizzazioni e divieti su quanto deve o può essere scritto in etichetta.
    Alcuni vini DOP possono riportare in etichetta  indicazioni aggiuntive:
    • La specificazione «classico», per i vini non spumanti DOCG o DOC, e la specificazione«storico» per i vini spumanti DOCG e DOC è riservata ai vini della zona di origine piu' antica ai quali puo' essere attribuita una regolamentazione autonoma anche nell'ambito della stessa denominazione.
    • La menzione «riserva» e' attribuita ai vini DOC e DOCG che siano stati sottoposti ad un periodo di invecchiamento, compreso l'eventuale affinamento, non inferiore a:
    ► due anni per i vini rossi;
    ► un anno per i vini bianchi
    ►  un anno per i vini spumanti ottenuti con metodo di fermentazione in autoclave (metodo martinotti/charmat);
    ► tre anni per i vini spumanti ottenuti con rifermentazione naturale in bottiglia.
    • La menzione «superiore» e' attribuita ai vini DOC e DOCG aventi caratteristiche qualitative piu' elevate, derivanti da una regolamentazione piu' restrittiva che preveda, rispetto alla tipologia non classificata con tale menzione, una resa per ettaro delle uve inferiore di almeno il dieci per cento, nonche':
    ► un titolo alcolometrico minimo potenziale naturale delle uve superiore di almeno 0,5° vol;
    ► un titolo alcolometrico minimo totale dei vini al consumo superiore di almeno 0,5 ° vol.
    La menzione «superiore» non puo' essere abbinata ne' alla menzione novello, ne' alla menzione riserva.
    • La menzione «novello» per i vini prodotti conformemente alla normativa nazionale e comunitaria vigente;
    • Le menzioni «passito» o «vino passito», per le categorie dei vini a DOCG e DOC tranquilli, compresi i «vini da uve stramature» e i «vini da uve passite», ottenuti dalla fermentazione di uve sottoposte ad appassimento naturale o in ambiente condizionato.
    • La menzione «vigna» o i suoi sinonimi, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale puo' essere utilizzata soltanto per i vini DOP ottenuti dalla superficie vitata che corrisponde al toponimo o nome tradizionale, purche' sia rivendicata nella denuncia annuale di produzione delle uve e che la vinificazione delle uve avvenga separatamente e sia previsto un apposito elenco positivo a livello regionale.
    Controllo - le garanzie per consumatori e produttori
    I marchi DOCG e DOC
    • garantiscono al consumatore che il prodotto che sta acquistando ha un'origine certa, precise caratteristiche produttive conformi ad un preciso disciplinare di produzione.
    • tutelano il produttore rispetto a eventuali imitazioni o forme di concorrenza sleale e frodi.
    La Doc (Denominazione di origine controllata) è un marchio che contraddistingue vini prodotti in zone delimitate, solitamente di piccole e medie dimensioni, indicate con il loro nome geografico. La produzione dei vini Doc è disciplinata sia a livello viticolo ( ad esempio con regole riferite alla potatura o al sesto di impianto) che a livello enologico, con precise regole da seguire in merito alle rese e alle caratteristiche del prodotto finale. Le regole sono raccolte nel disciplinare di produzione, mentre i controlli per verificarne la conformità prevedono approfondite analisi chimiche e sensoriali.
    Per i vini DOC che presentano "particolare pregio qualitativo" è stato creato il marchio Docg (Denominazione di origine controllata e garantita). Può essere richiesto il riconoscimento a DOCG per quei vini che sono già stati riconosciuti DOC da almeno 10 anni e che hanno notorietà internazionale.
    I vini a Denominazione di origine sono tutelati solo se le garanzie offerte sono verificabili; proprio per questo motivo i soggetti titolari di una DOC o di una DOCG sono sottoposti a controlli (anche prima dell'immissione sul mercato) ad opera di soggetti terzi autorizzati con Decreto Ministeriale. Inoltre e dovranno anche essere accreditati.
    Al fine del controllo del prodotto è stato istituito il piano dei controlli dei vini DOC e DOCG.
    Dal 2009 tutte le DO si sono dotate del piano dei controlli ai sensi del DM 29 marzo 2007 e in conformità con quanto disposto dal Reg. CE 1243/07. La Regione si è fatta parte attiva attraverso la gestione del tavolo di filiera regionale, appositamente costituito, individuando i soggetti deputati al controllo delle oltre 50 denominazioni . Tali soggetti, terzi rispetto ai produttori e ai consorzi di tutela che li rappresentano, sono stati poi riconosciuti dal Ministero con apposito decreto.

    Inoltre a partire dalla vendemmia 2009 tutti i vini a denominazione di origine immessi al consumo in bottiglia sono muniti di un contrassegno di stato che rende effettiva la rintracciabilità del prodotto, la garanzia dei  quantitativi e il monitoraggio delle produzioni.
     
    Fonte: piemonteagri.it
     
         Zia Fiorella




















    venerdì 11 novembre 2011

    Zuppa Inglese, dolce ricetta della tradizione Piemontese

    La zuppa inglese è una ricetta che si prepara in tutto il Piemonte, è uno di quei dolci tradizionali che vanno bene per tutte le occasioni.

    Aldilà del nome, “zuppa inglese” non se ne conoscono le vere origini, la sua nascita viene data, come per tante altre ricette nella zona delle Langhe che insieme al Monferrato è la zona del Piemonte che più ricette tradizionali ci ha tramandato.

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    Ingredienti per la zuppa inglese (6 persone)

    • biscotti savoiardi 150 g.
    • rhum della Giamaica 1 bicchiere
    • marmellata di albicocche g. 250
    • crema pasticcera 500 g.
    • alkermes 1 bicchiere
    • crema al cioccolato 150 g.

    martedì 8 novembre 2011

    Zucca fritta alla contadina

    Zucca fritta, semplice ricetta contadina che è un’ottimo contorno per tanti piatti oppure anche un simpatico antipasto.
    Preparare la ricetta della zucca fritta è semplicissimo e ci vuole ben poco tempo.
    Zucca
    Ingredienti per la zucca fritta (4 persone)
    • fette di zucca sottili 8
    • farina 4 cucchiai
    • olio extravergine di oliva 4 cucchiai
    • sale q.b.
    • pepe q.b.

    lunedì 7 novembre 2011

    Il brodo di carne, ricetta base

    Il brodo di carne, può sembrare una cosa scontata ma alla fine se non si vuole usare il classico dado non tutti sanno come preparare il brodo di carne.

    Per le nuove generazioni il brodo di carne è sinonimo di dado, ma ora vediamo come fare in casa un buon brodo di carne ci ci sarà utile in un sacco di ricette.

    Cuochina

    Ingredienti per il brodo di carne

    • Carne di manzo (magra) 2 kg.
    • acqua 6 l.
    • cipolla 1
    • sedano 3 gambe
    • catote 2
    • rosmarino 1 rametto
    • basilico 3 foglie
    • sale q.b.

    sabato 5 novembre 2011

    Salsa al tonno per condire gnocchi o tajarin

    La salsa al tonno è molto usata nelle zone delle Langhe e anche del Roero per condire sia gli gnocchi sia la pasta all’uovo fatta in casa.

    La salsa al tonno oltre ad essere molto buona è anche molto facile e veloce da preparare ed è un’ottima alternativa al classico ragù di carne.

    Tonno

    Ingredienti per la salsa al tonno

    • tonno sott’olio 100 g.
    • cipolle 2
    • burro 50 g.
    • prezzemolo 1 ciuffo
    • salsa di pomodoro 1/2 bicchiere

    venerdì 4 novembre 2011

    Risotto classico alla Piemontese

    Risotto classico alla Piemontese, una delle tante ricette che hanno come ingrediente principale il riso, anche perchè il Piemonte è una delle regioni con la maggior produzione di riso d’Europa.

    Le varietà di riso che si coltivano in Piemonte sono diverse, in questo caso useremo la varietà “Carnaroli”.

    La ricetta del risotto classico alla Piemontese è la più semplice in assoluto e la più preparata nelle cucine del Piemonte.

    Riso

    Ingredienti per il risotto classico alla Piemontese (4 persone)

    • riso 400 g.
    • cipolle rosse 2
    • midollo di vitello 50 g.
    • rosmarino 1 rametto
    • pomodori freschi 2
    • salsa di pomodoro 1 cucchiaio
    • vino rosso 1 bicchiere
    • brodo q.b.
    • sale q.b.
    • pepe q.b.

    Pere cotte al forno, ricetta di Langa con pere “Madernassa”

    Pere cotte al forno, un dolce classico della zona del Piemonte verso le Langhe e il Roero.

    Per la ricetta delle pere al forno si usano solitamente le pere “Madernassa” varietà di pere tipica di queste zone.

    Pere Madernassa

    Ingredienti per le pere al forno (6 persone)

    • 18 pere
    • zucchero 200 g.

    Preparazione

    Prendete una teglia meglio se di terracotta e sistemateci le pere con il picciuolo rivolto verso l’alto e mettete in forno preriscaldato a 150 g.

    Quando saranno cotte (30-40 min) le spolverate con lo zucchero cristallino.

    Servire tiepide, mai fredde.

     

         Zia Fiorella

    mercoledì 2 novembre 2011

    Paste di meliga, ricetta per farle in casa

    Paste di meliga, classica ricetta di pasticceria piemontese, le sue origini se perdono nel tempo. Le paste di meliga sono dolci tipici della zona del Monregalese, cioè di Mondovì, ma si trovano anche in altre zone del Piemonte (in particolare in Val Susa, in Val Cenischia, Val Chisone e in provincia di Biella).

    Tradizionalmente le paste di meliga si gustano da sole o con lo zabajone. Ma è anche abitudine mangiarle con un bicchiere di vino passito, di moscato o di dolcetto, nel quale spesso venivano inzuppate

    La ricetta per fare in casa le paste di meliga (farina di mais) è molto semplice e pochi sono gli ingredienti che occorrono per preparare questi buonissimi dolcetti.

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    Ingredienti per le paste di meliga

    • farina di grano 1 kg.
    • farina di meliga (mais) 500 g.
    • burro 1 kg.
    • zucchero 700 g.
    • uova 5 2
    • scorza di line grattugiata 1 cucchiaino
    • sale 10 g.
    • lievito chimico 1 bustina