mercoledì 12 ottobre 2011

Denominazione Origine Protetta (DOP)

Denominazione Origine Protetta

I prodotti a denominazione di origine protetta (DOP) sono quelli per i quali sia la materia prima, sia la trasformazione, elaborazione e stagionatura si riferiscono a un territorio determinato, che conferisce caratteristiche particolari ed inimitabili ad una specialità alimentare.
DOPLe caratteristiche dei prodotti DOP dipendono quindi, totalmente o in parte, dal territorio di produzione, inteso come ambiente climatico, pedologico, con i suoi fattori storico-economici, sociologici e culturali.

Lo stretto legame tra prodotto e territorio fa sì che il prodotto agroalimentare di una certa categoria merceologica ottenuto in un ambiente geografico ben preciso, ha caratteristiche completamente differenti da un prodotto della stessa categoria merceologica ottenuto in un'altro ambiente geografico
 
Normativa - i riferimenti legislativi
Per proteggere la tipicità di alcuni prodotti alimentari particolarmente legati al territorio e per valorizzarli e promuoverli la Comunità Europea ha varato fin dal 1992 una normativa precisa (Reg. 2081/92, abrogato dalRegolamento CE n. 510/06) prevedendo la registrazione a livello comunitario delle due tipologie di produzioni: DOP e IGP.
A tale regolamentazione sono collegate quelle applicativa comunitaria (Regolamento CE n. 1898/2006 e succ. modifica Regolamento CE n. 628/2008), nazionale (D.M. del 21/05/2007) e regionale (Regolamento regionale n. 2 del 12 novembre 1998) che definiscono complessivamente l'iter per il riconoscimento e la registrazione delle produzioni DOP e IGP.
Riconoscimento - iter burocratico per la certificazione
I prodotti agricoli che possono essere oggetto di riconoscimento a DOP sono quelli destinati all'alimentazione umana appartenenti alle categorie
  • carni fresche, preparazioni di carni (salate, affumicate ecc.)
  • formaggi, grassi (oli, burro ecc.)
  • ortofrutticoli e cereali allo stato naturale o trasformati
  • pesci, molluschi, crostacei
  • birre
  • aceti
  • bevande a base di estratti di piante
  • prodotti della panetteria, pasticceria, confetteria e biscotteria
  • gomme e resine naturali
  • pasta di mostarda
  • paste alimentari
  • altri prodotti di origine animale (uova, miele ecc.)
  • sale
e numerosi prodotti agricoli non destinati all'alimentazione umana quali:
  • fieno
  • oli essenziali
  • sughero
  • cocciniglia
  • fiori e piante ornamentali
  • lana
  • vimini
  • cotone.
Non possono invece essere registrati quei nomi di prodotti agricoli o alimentari che, inizialmente collegati col nome del luogo o della regione cui devono l'origine, sono divenuti, nel linguaggio corrente, il nome comune utilizzato per un prodotto indipendentemente dalla zona di produzione: le cosiddette "denominazioni divenute generiche".
I soggetti legittimati a presentare le domande di riconoscimento per una DOP
L'associazione, costituita ai sensi di legge da un insieme di produttori e/o trasformatori che effettivamente producono o trasformano il prodotto agricolo o alimentare nel territorio delimitato dal disciplinare. Oltre ai produttori e trasformatori all'associazione possono partecipare anche altri soggetti, purché siano appartenenti alla filiera. Tra gli scopi sociali dell'Associazione ci deve essere la registrazione del prodotto per il quale si presenta la domanda (o deve almeno essere stata assunta in assemblea la delibera di presentazione dell'istanza per la registrazione della DOP) e comunque nell'atto costitutivo o nello statuto ci deve essere la previsione che l'associazione non possa essere sciolta prima del raggiungimento dello scopo per il quale è stata costituita.
Come si presenta l'istanza di riconoscimento
L'associazione per richiedere la registrazione deve presentare istanza al MIPAF e alla Regione/i competenti. L'istanza deve essere firmata dal legale rappresentante, in regola con le norme sul bollo, corredata dalla seguente documentazione:
  • atto costitutivo o statuto dell'associazione;
  • delibera assemblare dalla quale risulti la volontà dei produttori di presentare istanza per la registrazione della DOP o IGP, qualora tale previsione non sia contenuta nell'atto costituivo o nello statuto;
  • disciplinare di produzione, che contenga tutti gli elementi di cui all'art. 4 del Regolamento (CE) n. 510/2006 e gli elementi idonei all'identificazione del prodotto; è necessaria anche quindi la definizione di un segno identificativo o logo, (segno grafico e/o dicitura che devono essere originali, capaci di essere distintivi, conformi ai principi della legislazione vigente riguardante l'ordine pubblico ed il buon costume) e dei quali devono essere fornite le dimensioni, il tipo di carattere e gli indici colorimetrici
  • Relazione tecnica, che descriva chiaramente il legame con il territorio, inteso come nesso di causalità tra la zona geografica e la qualità o le caratteristiche del prodotto. Il prodotto di cui si chiede la registrazione deve avere almeno una caratteristica qualitativa che lo differenzia dallo standard qualitativo di prodotti della stessa tipologia ottenuti fuori dal territorio di produzione.
  • Relazione storica, completa di riferimenti bibliografici, atta a comprovare la produzione per almeno venticinque anni, anche se non continuativi, del prodotto, nonché l'uso consolidato della denominazione della quale si richiede la registrazione.
  • Relazione economica da cui si rilevi la quantità di prodotto attuale, la potenzialità produttiva del territorio, il numero delle aziende interessate relative ai singoli segmenti della filiera, le destinazioni geografiche e commerciali del prodotto; la domanda attuale del prodotto e la previsione di medio termine.
  • Cartografia in scala adeguata per poter individuare precisamente la zona di produzione e i suoi confini.
  • Ricevuta del versamento del contributo per la copertura delle spese.
Insieme all'istanza e alla documentazione allegata dovrà essere presentato anche il progetto di documento unico.
L'iter istruttorio dell'istanza di registrazione
La Regione Piemonte entro 120 giorni dalla ricezione dell'istanza valuta la documentazione ricevuta e formula un parere, secondo la procedura stabilita dal Regolamento regionale n. 2 del 12 novembre 1998 la quale prevede la pubblicazione sul BURP della notizia relativa alla presentazione della domanda e la convocazione di un incontro con gli attori interessati della filiera per l'analisi e la discussione della proposta di disciplinare.
Il Ministero a sua volta, nei 120 giorni successivi alla ricezione del parere regionale, effettua le proprie verifiche sulla documentazione e, ad esito positivo dell'istruttoria, indice insieme alla Regione Piemonte una riunione con tutte le parti interessate (comuni, organizzazioni professionali e di categoria, produttori ed operatori economici del settore) durante la quale viene letto il disciplinare nella sua stesura finale. Tale proposta di disciplinare verrà pubblicata sulla GURI, per l'eventuale presentazione di opposizioni nei successivi 30 giorni. In assenza di opposizioni, la documentazione verrà trasmessa alla Comunità Europea e il disciplinare verrà pubblicato sul sito del Ministero.
La Commissione esamina, entro 12 mesi, la domanda presentata per stabilire se sia giustificata e soddisfi le condizioni previste dal regolamento 510/06. Ad esito positivo dell'istruttoria pubblica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il documento unico e il riferimento della pubblicazione del disciplinare. Qualora, entro sei mesi non riceva opposizioni, la Commissione procede alla registrazione della denominazione e alla sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Prodotti DOP in protezione transitoria
Una volta che i prodotti sono stati approvati dallo Stato Italiano, ma ancora in attesa della registrazione a livello europeo, è facoltà del soggetto promotore richiedere al Ministero il Decreto che accorda la protezione transitoria esclusivamente a livello nazionale della denominazione. Il prodotto può quindi già essere commercializzato con uno specifico marchio che definisce in maniera chiara tale situazione transitoria, purché sia già stato approvato un piano dei controlli e sia già quindi attivo l'organismo di controllo. In caso di successiva mancata registrazione comunitaria della denominazione, qualsiasi responsabilità ricade sui soggetti che fanno uso della protezione a titolo provvisorio.
Controllo - le garanzie per consumatori e produttori
I marchi DOP
  • garantiscono al consumatore che il prodotto che sta acquistando ha un'origine certa, precise caratteristiche produttive conformi ad un preciso disciplinare di produzione.
  • tutelano il produttore rispetto a eventuali imitazioni o forme di concorrenza sleale e frodi.
Ma i prodotti DOP possono essere tutelati solo se le garanzie offerte sono verificabili; proprio per questo motivo i soggetti titolari di una DOP sono sottoposti a controlli (anche prima dell'immissione sul mercato) ad opera di soggetti terzi autorizzati con Decreto Ministeriale, a seguito valutazione del requisito obbligatorio di conformità alla norma europea EN 45011 e accreditamento. Il costo di tali controlli è sostenuto direttamente dai produttori e talvolta può comportare una difficile sostenibilità economica della denominazione registrata, soprattutto nei casi di prodotti DOP con limitata possibilità di espansione a livello commerciale. Gli organismi di controllo sono a loro volta sottoposti a vigilanza da parte di organismi pubblici che verificano il loro mantenimento dei requisiti minimi. Ma la funzione di vigilanza viene anche svolta dai Consorzi di Tutela autorizzati dal Ministero: infatti questi enti oltre ad effettuare attività di valorizzazione e di promozione, effettuano attività di controllo su tutti gli attori della filiera produttiva che utilizzano la denominazione di origine, anche se non iscritti al Consorzio di Tutela.
Etichettatura - come distinguere i prodotti certificati
Images L'etichettatura del prodotto DOP è riconoscibile perché:
  • accanto al nome del prodotto c'è la dicitura, per esteso o con acronimo: DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA  (DOP)
  • è presenta la dicitura: "Garantito dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ai sensi dell'art. 10 del Regolamento CE 510/06"
  • è presente il logo comunitario di identificazione delle DOP predisposto dalla UE, in maniera omogenea in tutte le lingue, a garanzia dell'autenticità del prodotto per il consumatore e quale strumento di promozione commerciale per i produttori.
Facoltativamente inoltre possono essere presenti:
  • il logo identificativo del prodotto/associazione dei produttori
  • l'indicazione del Regolamento Comunitario di approvazione della DOP
  • il nome dell'Organismo di controllo, con l'eventuale dicitura "autorizzato dal MIPAF con D.M. del …"
Fonte: piemonteagri.it

     Zia Fiorella

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