lunedì 31 ottobre 2011

Torrone d’Alba, la ricetta per farlo in casa

Torrone d’Alba, la ricetta per farlo in casa.

Quando si parla di Langhe e di Alba  si parla di tartufo bianco e meravigliosi vini come il vino barolo , il barbaresco o il nebbiolo ma vi è un’altra grande e tipica produzione “il torrone d’Alba”.

Il torrone siamo abituati a comprarlo nei negozi o sui grandi  e colorati banchi che ci sono durante le feste e le fiere ma il torrone possiamo anche farlo in casa….vediamo la ricetta e come.

torrone

Ingredienti per il torrone d’Alba

  • miele 2,5 kg.
  • zucchero 1 kg.
  • glucosio 300 g.
  • bianco d’uovo 300 g.
  • vaniglia 2,5 g.
  • nocciole tostate kg. 2,5
  • ostie in fogli q.b.

venerdì 28 ottobre 2011

Torta Gianduja ricetta del Piemonte

Torta Gianduja, troppo buona, una delle torte più buone che ho preparato.

La ricetta della torta Gianduja è un pochino lunghina e complicata da preparare, ma visto il risultato finale ne vale la pena.

Già solo dal nome torta Gianduja la dice lunga sul luogo di origine di questa torta, infatti è una specialità tradizionale del Piemonte.

Image

Ingredienti per la torta Gianduja (6 persone)

  • zucchero 350 g.
  • cioccolato fondente 200 g.
  • cioccolato al latte 250 g.
  • panna liquida 100 g.
  • fecola di patate 90 g.
  • burro 125 g.
  • farina 90 g.
  • nocciole tostate 50 g.
  • uova 9
  • miele 1 cucchiaino
  • vanillina 1 bustina
  • cognac 1 bicchierino

Gorgonzola formaggio DOP del Piemonte

Gorgonzola DOP

formaggio del Piemonte

Nel Novarese l'allevamento bovino è finalizzato alla produzione di latte, o meglio di un formaggio, il Gorgonzola, che ha origini lombarde ma che qui si è acclimatato al punto da far scegliere Novara come sede del Consorzio di produzione e tutela dal 1970.

Se è vero che l'epoca migliore per la sua produzione è l'autunno, sia per la temperatura mite che per il giusto grado di umidità dell'aria, è altrettanto vero che le moderne tecniche hanno fatto sì che si possa produrre eccellente gorgonzola in ogni periodo dell'anno. Proprio le caratteristiche particolari del prodotto fanno sì che, comunque, sia necessario un notevole intervento e controllo manuale.

GorgonzolaIl gorgonzola è un formaggio erborinato (da "erborin", che in dialetto significa prezzemolo), ottenuto con latte intero di vacca; nel passato si usava la tecnica che impastava due cagliate, complicata e lenta, mentre oggi è stata messa a punto una tecnica che utilizza il latte di una sola mungitura, addizionato di fermenti lattici e spore di penicillina.

Attraverso particolari fasi di lavorazione del gorgonzola, si ottengono forme di 14-18 chili (ognuna derivata dalla lavorazione di un quintale di latte), un passaggio importante è quello della foratura con grossi aghi metallici, per permettere l'entrata dell'aria nella pasta e favorire lo sviluppo (erborinatura) del Penicillium glaucum, il quale determina la formazione delle caratteristiche venature blu-verdi che rendono questo formaggio inconfondibile.

Indicazione Geografica Protetta (IGP)

Indicazione Geografica Protetta

I prodotti a indicazione geografica protetta (IGP) sono quelli per i quali la materia prima e/o la trasformazione e/o elaborazione e/o la stagionatura si riferiscono a un territorio determinato che conferisce caratteristiche particolari.

IGP

Il collegamento fra prodotto e area geografica può consistere in questo caso anche semplicemente nella reputazione di cui questo gode e, ad esempio, la materia prima può anche essere acquisita fuori dall'area delimitata.

Le caratteristiche dei prodotti DOP e IGP dipendono quindi, totalmente o in parte, dal territorio di produzione, inteso come ambiente climatico, pedologico, con i suoi fattori storico-economici, sociologici e culturali.

Lo stretto legame tra prodotto e territorio fa sì che il prodotto agroalimentare di una certa categoria merceologica ottenuto in un ambiente geografico ben preciso, ha caratteristiche completamente differenti da un prodotto della stessa categoria merceologica ottenuto in un'altro ambiente geografico.

giovedì 27 ottobre 2011

Salam ëd la Douja–Salami sotto grasso di Novara (farli in casa)

Salam ëd la douja (salami sotto grasso) di Novara

In passato l'animale da carne dei contadini novaresi era soprattutto il maiale, trasformato nei salamìn d'la duja e nelle fideghine.

"Salume" nel Basso Novarese è quasi sinonimo di salamìn d'la duja, una piccola salsiccia conservata cruda sotto strutto in orci di terracotta (chiamati appunto "duje"): al naturale, morbido e pastoso grazie al grasso in cui è rimasto avvolto, è consumato come antipasto, cotto imageentra in diverse ricette tradizionali, prima di tutte la paniscia. Quello sotto grasso è uno dei sistemi di conservazione più antichi e più diffusi prima dell'introduzione della refrigerazione artificiale.

Il salam d'la duja si ottiene con un trito misto di carni scelte e magre (spalla, coppa e ritagli di coscia) e di grasso di lardo o di pancetta.

La concia è costituita da sale, pepe, spezie e aglio schiacciato nel mortaio e bagnato nel vino, si insacca e si pone ad asciugare per alcuni giorni (anche due settimane) in luoghi freschi e ventilati, a questo punto i salumi sono introdotti nella douja.

Lo strutto fuso che li ricopre, raffreddando, si solidifica proteggendoli dall'ossidazione. Di solito la stagionatura varia dai tre mesi a un anno: sotto grasso, il salame acquista un gusto piccantino e rimane morbido.

Sorella del salamìn d'la duja è la fideghina, piccola mortadella di fegato che costituiva la merenda o il pranzo dei lavoratori durante le vendemmie nella zona collinare, di questa ne parleremo in un post dedicato.

lunedì 24 ottobre 2011

Baccalà in agrodolce

Baccalà in agrodolce, una portata di pesce che sulle tavole piemontesi ci sta benissimo, il baccalà oppure il merluzzo erano uno dei pezzi forti della cucina povera in Piemonte, ma non solo, in quanto il baccalà o merluzzo costava pochissimo ed era molte volte merce di scambio.

Proprio per questo suo valore tradizionale ho inserito il baccalà in agrodolce nel Menù di Natale 2011.

Baccalà

Ingredienti per il baccalà in agrodolce

  • baccalà  (varietà “ragno”) 500 g.
  • pomodori pelati 500 g.
  • uvetta sultanina 50 g.
  • prezzemolo 1 ciuffo
  • sedano 1 costa
  • aglio 1 dente
  • olio extravergine di oliva 1/2 bicchiere
  • farina q.b.
  • pepe q..b.
  • sale q.b.

Brutti e buoni… Dolci tipici del Piemonte

I Brutti e buoni, sono dei dolci secchi tipici del Piemonte, la zona è quella del Novarese.

La ricetta dei Brutti e buoni è abbastanza facile da preparare anche in casa, le nocciole le possiamo tostare nel forno, come dice la ricetta, o comprarle già tostate.

Per la preparazione dei Brutti e buoni ci vogliono circa 30 min.

images

Ingredienti per i Brutti e buoni…

  • nocciole Piemonte 250 g.
  • zucchero a velo 300 g.
  • albumi 5
  • burro 1 noce

sabato 22 ottobre 2011

Menù di Natale 2011, tradizionale Piemontese

Menù Piemontese di Natale 2011, anche quest’anno il menù di Natale che presento è come sempre un menù tradizionale.

Il Natale è tradizione ed i piatti del cenone o del pranzo del giorno 25 dicembre devono essere quelli della tradizione piemontese, anche se alcune varianti sono ben accette.

image

Pertanto il menù Piemontese di Natale 2011 vedrà 6 antipasti classicissimi, un primo di pasta ripiena, un secondo di pesce e uno di carne, il panettone più un dolce molto buono a base di “seirass”, frutta esotica e frutta secca a volontà.

Ti potrebbero anche interessare;

Menù di Natale 2010
Menù di Natale 2012

Menù di Natale 2013
Tradizionale Piemontese

Menù Piemontese di Natale 2011

mercoledì 19 ottobre 2011

Coppa di “seirass” alla Piemontese

Coppa di “seirass” alla Piemontese, (il seirass è la ricotta dolce del Piemonte), un dolce buono buono per le occasioni speciali.

La coppa di “seirass” alla piemontese non per niente l’ho inserita con il classico panettone nel menù di natale 2011.

Image

La ricetta della coppa di “seirass alla piemontese” è abbastanza veloce da preparare, ed il risultato finale ed il successo che otterrà ci farà molto piacere.

Ingredienti per la Coppa di “Seirass” alla Piemontese (6/8 porzioni)

  • Seirass (ricotta piemontese) freschissima 400 g.
  • panna montata 150 g.
  • zucchero a velo vanigliato 80 g.
  • tuorli d’uovo 4
  • rhum 1 bicchierino
  • marsala 1 bicchierino
  • scorza di limone grattugiata di 1/2 limone
  • uvetta passa ammollata nel marsala 1 cucchiaio
  • marmetta di fragole e mirtilli 6 cucchiaini

martedì 18 ottobre 2011

Piccioni ripieni in salsa di vino Barbaresco - Ricetta di Langa

Piccioni ripieni in salsa di Barbaresco, una ricetta, che ho trovato tra vecchi ritagli, un po’ più complicata e destinata ad occasioni speciali, l’ho inserita nel menù di Natale 2011, proprio per questo motivo.

La ricetta dei piccioni ripieni in salsa di Barbaresco viene dall’Alta Langa, zona tipica del vino Barbaresco e zone limitrofe. Non è facile da trovare nei menù di trattorie e ristoranti per questo provate a cucinarla in casa.

MC900295445

Ingredienti per i piccioni ripieni in salsa di Barbaresco (6 persone)

Per il ripieno

  • piccioni 3 (da 700 g. cad.)
  • coniglio arrosto 2 tazze
  • pancetta 6 fette (sottili)
  • fegato di coniglio 1
  • carrè di maiale 1 fetta
  • vino barbaresco 1 bicchiere
  • gusti per arrosto

Per la salsa

  • lauro 1 foglie
  • rosmarino 1 rametto
  • sedano 1 costa
  • carota 1
  • aglio 2 denti
  • cipolla rossa 1
  • ossa dei piccioni disossati
  • osso del carrè di maiale
  • ossa del coniglio disossato
  • vino barbaresco 1 bicchiere

lunedì 17 ottobre 2011

Poesia “Golose” di Guido Gozzano

Le Golose, poesia di Guido Gozzano che rappresenta uno spaccato della Torino che piaceva a me e che purtroppo non ritornerà anzi….ma lasciamo stare le mie nostalgie e parliamo di questa bellissima poesia che si chiama “le golose” ed è dedicata a tutte le “madame”, “madamin e tote ëd Turin”.

Al tavolino del Caffè Baratti & Milano di piazza Castello, a Torino, Guido Gozzano osserva e svela, con simpatica ironia, i falsi perbenismi delle dame di inizio '800 che tentano maldestramente di nascondere al mondo gli innocenti peccati di gola, le paure e i desideri di una media borghesia contesa tra buone maniere e vizi irresistibili.

Baratti &Milano

Le Golose

"Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.
Signore e signorine -
le dita senza guanto -
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!

domenica 16 ottobre 2011

Tortilla de patatas–Regina delle tapas spagnole

Tortilla de patata, una delle tapas spagnole più tipiche in assoluto, potremmo tradurla in frittata di patate, ma non sarebbe giusto la tortilla è la tortilla punto e basta.

Preparare la tortilla de patatas è semplice, il difficile è darle quel sapore in più che solo gli spagnoli sanno dare nel cucinarle…vediamo comunque la ricetta.

Images

Ingredienti per la tortilla de patatas

  • patate 1/2 kg
  • cipolla 1
  • uova 4
  • olio di oliva
  • sale q.b.

giovedì 13 ottobre 2011

Tomini elettrici (piccanti) alla piemontese

I tomini elettrici, altro antipasto tipico della cucina piemontese che non può mancare nei pranzi in trattoria  o anche nel pranzo domenicale consumato in famiglia dove gli antipasti la fanno sempre da padrone.

La ricetta dei tomini elettrici è facilissima da preparare e va bene in ogni tipo di pranzo e per ogni occasione, va molto bene anche nei pic-nic.

oraziettooo 011[4]

Ingredienti per i tomini elettrici

  • 8 tomini freschi
  • 1 peperoncino rosso piccante
  • 1salsa di pomodoro (un cucchiaio)
  • 1/2 bicchiere di olio di oliva
  • pepe
  • aceto
  • aglio (a piacere)
  • sale

mercoledì 12 ottobre 2011

Denominazione Origine Protetta (DOP)

Denominazione Origine Protetta

I prodotti a denominazione di origine protetta (DOP) sono quelli per i quali sia la materia prima, sia la trasformazione, elaborazione e stagionatura si riferiscono a un territorio determinato, che conferisce caratteristiche particolari ed inimitabili ad una specialità alimentare.
DOPLe caratteristiche dei prodotti DOP dipendono quindi, totalmente o in parte, dal territorio di produzione, inteso come ambiente climatico, pedologico, con i suoi fattori storico-economici, sociologici e culturali.

Lo stretto legame tra prodotto e territorio fa sì che il prodotto agroalimentare di una certa categoria merceologica ottenuto in un ambiente geografico ben preciso, ha caratteristiche completamente differenti da un prodotto della stessa categoria merceologica ottenuto in un'altro ambiente geografico
 
Normativa - i riferimenti legislativi
Per proteggere la tipicità di alcuni prodotti alimentari particolarmente legati al territorio e per valorizzarli e promuoverli la Comunità Europea ha varato fin dal 1992 una normativa precisa (Reg. 2081/92, abrogato dalRegolamento CE n. 510/06) prevedendo la registrazione a livello comunitario delle due tipologie di produzioni: DOP e IGP.

Fiere del Tartufo bianco 2011 in provincia di Alessandria

Fiere del Tartufo bianco 2011 in provincia di Alessandria

In provincia di Alessandria l’autunno e l’inverno sono i mesi prediletti dai buongustai che potranno assaporare, in abbinamento ai pregiati vini, i prestigiosi “frutti” del territorio: quindi, funghi castagne, nocciole e molto altro, ma soprattutto il re della tavola, il mitico tartufo bianco.

Tartufo bianco

Ecco l’agenda della fiere regionali del tartufo in Alessandria&Monferrato:

·  8-9 ottobre- Odalengo Piccolo – “Tufo&Tartufo” – Tel. +39 0141 919126

·  9 Ottobre – 13^ Mostra mercato del tartufo – Tel. +39 0131 777101

·  5-6 novembre – Cella Monte – “Sagra del tartufo bianco in Valle Ghenza” – Tel. +39 0142 188161

·  13 novembre – Alessandria – “Fiera di San Baudolino” – Tel. +39 0131515248

·  12-13 novembre – Tortona _ “Mostra mercato del tartufo” – Tel. +39 0131 864297

·  13 e 20 novembre – Murisengo – “Trifola d’or” – Tel. +39 0141 993041

·  20 novembre – San Sebastiano Curone – “Mostra mercato del tartufo” – Tel. +39 0131 786205

·  25-27 novembre – Acqui Terme – “Acqui&sapori” – Tel. +39 0144 770274

 

Tutte le altre fiere del tartufo bianco 2011 che si svolgono in Piemonte le trovate sul sito de “Il Cinzanino Piemonte Web Magazine.

 

     Zia Fiorella

martedì 11 ottobre 2011

Ossa da mordere (òss ëd mort), dolcini di Novara

Ossa da mordere “òss ëd mort”, antichissimo dolce di Novara, molto buono e facile da fare anche in casa.

Le ossa da mordere “òss ëd mort” vano bene come fine pasto, magari con un liquore dolce come accompagnamento e come biscotto per la merenda.

Image

Ingredienti per le ossa da mordere “òss ëd mort”

  • farina bianca 250 g.
  • nocciole 100 g.
  • mandorle dolci 100 g.
  • zucchero 400 g.
  • 2 albumi
  • limone 1 (ol succo)
  • burro 1 noce

Agnolotti “del plin” ripieni di fonduta, ricetta tipica piemontese

Agnolotti “del plin” ripieni di fonduta, ricetta made in Langa dove i sapori non hanno mai fine e l’unicità del territorio le rende uniche.

La ricetta degli agnolotti del “plin” con fonduta si differenzia dai tradizionali solo per il ripieno, la fonduta al posto della carne. Ripieni di fonduta si possono fare anche gli agnolotti  piemontesi tradizionali (i goeb).

Gli agnolotti del “plin” ripieni di fonduta, vanno serviti solo con un condimento di burro fuso e salvia, al massimo e qui tocchiamo l’apoteosi una grattatina di tartufo bianco d’Alba.

Questa ricetta è stata inserita nel menù Piemontese del Natale 2011.

image

Ingredienti per gli agnolotti del “plin” ripieni di fonduta (4-6 persone)

  • farina bianca 300 g.
  • tuorli d’uovo 5
  • spinaci lessati e tritati 1 pugno

Per la fonduta

  • fontina valdostana (no fontal o simili)150 g.
  • tuorli d’uovo 2
  • latte q.b.
  • burro 50 g.

domenica 9 ottobre 2011

Nocciolino di Chivasso (PAT) del Piemonte

NOCCIOLINO DI CHIVASSO

Il Nocciolino di Chivasso è preparato con le nocciole della varietà Tonda Gentile delle Langhe, alcool, acqua, zucchero ed aromi. Si tratta di un liquore dal colore ambrato e dal gusto dolce . Ha un titolo alcolometrico di 24% vol.

image

Dopo la seconda guerra mondiale, il Nocciolino è stato ideato e brevettato dalla ditta Capella Giovanni di Chivasso. Nel 1950, la ditta Capella ottenne dal Comune di Chivasso l'autorizzazione a fregiare le etichette ed il marchio di fabbrica del prodotto con lo stemma gentilizio della città. La ditta Capella depositò il marchio all'Ufficio Centrale dei brevetti, modelli e marchi presso il Ministero dell'Industria e del Commercio il 28 aprile 1959.

Agnolotti del plin, ricetta tipica piemontese

Gli agnolotti del plin, sono diventati famosi e sono entrati a pieno diritto nei menù dei ristoranti tipici o trattorie di tutto il Piemonte.

Vediamo innanzitutto perchè si chiamano Plin, il nome deriva da Plin = Pizzicotto che stringe l’agnolotto fra pollice, indice e medio e la loro caratteristica è quella di di essere molto piccoli e pertanto poco hanno a che vedere con il fratello maggiore l’agnolotto.

L’origine degli agnolotti del plin viene data tra le zone del Monferrato  e delle langhe.

Il ripieno che più viene usato è quello classico con la carne ma sono altresì molto buoni con il ripieno di fonduta e si condiscono quasi sempre con burro fuso e salvia, con un’eventuale aggiunta di una grattatina di tartufo bianco d’Alba.

Image

Ingredienti:

PER LA PASTA

  • Farina bianca 1 kg

  • Uova 12

  • Olio extravergine

  • Sale q.b.

sabato 8 ottobre 2011

Flan di topinhambur con tartufo bianco d’Alba

Flan di topinhambur con tartufo bianco, ecco una ricetta super in tutti sensi, le sensazioni che si hanno degustando un piatto del genere sono indescrivibili.

la ricetta del Flan di topinhambur con tartufo bianco  ha origini antichissime ed è originaria della zona fra le Langhe ed il Monferrato, va pur detto che questa ricetta mi era stata segnalata anche in Valle d’Aosta.

Questo piatto ovvero il Flan di topinhambur con tartufo bianco l’ho inserito nel menù Piemontese del Natale 2011.

image

Ingredienti per il Flan di topinhambur con tartufo bianco (4/6 persone)

  • topinambur 750 g.
  • uova intere 3
  • parmigiano reggiano grattugiato 50 g.
  • tartufo bianco d’Alba 1 (30/40 g.)
  • latte intero 2 dl.
  • farina bianca 30 g.
  • burro 30 g.
  • sale q.b.

giovedì 6 ottobre 2011

Patate con tartufo bianco e robiola d’Alba

Patate al tartufo bianco d’Alba con robiola una ricetta che è più di una sinfonia per il nostro palato.

Semplice, gustosa in poche parole una ricetta eccezionale che esalta il profumo del tartufo bianco e una volta provata sicuramente vorrete ripetere.

La ricetta delle patate al tartufo bianco e robiola d’Alba è originaria delle Langhe, ma si può trovare anche in qualche piola del Roero o del Monferrato.

images

Ingredienti per le patate al tartufo bianco con la robiola (4 persone)

  • patate a pasta gialla 400 g.
  • robiola d’Alba 120 g.
  • besciamelle 1/2 l.
  • parmigiano reggiano 100 g.
  • uova 3
  • latte intero 1/2 bicchiere
  • tartufo 1 (30 g. circa)
  • mollica di pane di 2 biovette
  • sale q.b.
  • pepe nero q.b.

mercoledì 5 ottobre 2011

Minestra di orzo e castagne

Minestra di orzo e castagne, una ricetta autunnale che ha le sue radici nella cucina Piemontese di montagna.

La ricetta della minestra di orzo e castagne è veramente facile da cucinare ma che vale la pena provare e fare conoscere ai nostri amici.

image

Ingredienti per la minestra di riso e castagne (4 persone)

  • orzo perlato 200 g.
  • latte intero 1 l.
  • castagne secche 200 g.
  • burro 100 g.
  • sale q.b.

martedì 4 ottobre 2011

Il Latte, la filiera, l’etichetta e la normativa

Il Latte, la filiera, l’ etichetta e la normativa

Il sistema  "latte qualità", attivato nel 1988 allo scopo principale di migliorare la qualità del latte piemontese, è confluito successivamente nell'attività di monitoraggio denominata "Latte qualità" e compreso fra le iniziative del programma regionale di ricerca e sperimentazione agricola.

 LatteIl progetto prevede il regolare e programmato prelievo dei campioni di latte presso gli allevamenti (quasi 2.000 stalle, per complessive 60.000 analisi annue) ubicati nel territorio regionale, analizzati in laboratori specifici individuati e gestiti secondo controllate modalità che ne assicurano la massima attendibilità.

I dati del progetto possono essere integrati e coordinati con le informazioni e le elaborazioni anagrafiche, produttive, riproduttive e sanitarie raccolte ed organizzate per lo svolgimento di specifiche attività e compiti istituzionali e contenute in altre banche dati esistenti, ove disponibili e compatibili, quali ad esempio quella relativa alle quote latte, all'anagrafe bovina, ai controlli funzionali.

La Regione - attraverso i Settori Servizi di Sviluppo Agricolo e  Sviluppo delle Produzioni Zootecniche- mantiene il ruolo di coordinamento dell'attività  affidando i compiti di gestione, di ispezione e di indirizzo tecnico-scientifico a vari Enti operanti sul territorio (quali l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino e l'Associazione Regionale Allevatori).

lunedì 3 ottobre 2011

Tortino di castagne con zabajone al vino moscato

Tortino di castagne con zabajone al moscato, un dolce tipico autunnale dove si trovano le migliori castagne ed il vino moscato sprigiona tutto il suo aroma.

La ricetta del tortino di castagne con vino moscato è sostanzialmente facile da eseguire ed è un dolce per tutte le occasioni

images

Ingredienti per il tortino alle castagne

  • castagne lessate  200 g.
  • latte intero 3 dl.
  • albumi d’uovo 3
  • tuorli d’uovo 2
  • zucchero 100 g.
  • cacao amaro 40 g.
  • rhum 1/2 bicchiere
  • colla di pesce 1 foglio
  • panna liquida 1 dl

Ingredienti per lo zabajone

  • tuorli d’uovo 4
  • zucchero 4 cucchiai rasi
  • vino moscato 1 bicchiere

sabato 1 ottobre 2011

Ricetta Pane di San Gaudenzio…dolce di Novara

PANE DI SAN GAUDENZIO

Dolce tipico della città di Novara

Pane di San Gaudenzio, Dolce, Novara

Il Pane di San Gaudenzio è un dolce di pasta frolla ripieno di un soffice e ricco impasto. Può avere forma rettangolare come il plum cake o rotonda come il panettone.
Ha superficie dorata, cosparsa di granella di pinoli o di nocciole e zucchero a velo.
Si produce tutto l'anno.

Il Pane di San Gaudenzio è' prodotto da circa 40 anni, come attestato da alcune pasticcerie cittadine, inizialmente solo per la tradizionale festa patronale del capoluogo (22 gennaio), successivamente in qualsiasi periodo dell'anno.

Ingredienti per il Pane di San Gaudenzio

Pastafrolla

  • farina 1 kg
  • burro 600 g.
  • zucchero semolato 400 g.
  • tuorli d’uovo 5
  • aroma di vaniglia
  • aroma di limone
  • sale 1 pizzico

Pane

  • farina 1,3 kg.
  • zucchero 1,3 kg.
  • uvetta sultanina 1,2 kg.
  • burro fuso 750 g.
  • uova 37
  • succo di limone 1/2
  • aroma vaniglia e limone
  • granella di pinoli e nocciole
  • zucchero a velo