venerdì 30 settembre 2011

Animelle in umido alla Monferrina

Animelle in umido alla Monferrina, come dice il nome l’origine della ricetta viene dalle colline del Monferrato.

La ricetta delle animelle in umido alla Monferrina sono un piatto tipico della cucina contadina, un secondo piatto ormai poco cucinato ma che vale la pena riscoprire come tanti altri piatti considerati poveri ma che in realtà sono “piatti ricchi della cucina povera”.

Ingredienti per le animelle in umido alla Monferrina (4 persone)

  • animelle 400 g.
  • cipolle rosse 2
  • sedano 1 costa
  • burro 50 g.
  • brodo di carne 2 mestoli
  • tartufo bianco 1
  • farina bianca 1 cucchiaio
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

1° Salone del biscotto, Alessandria dal 30-09 al 02-10

ALESSANDRIA UN SALONE NAZIONALE PER IL BISCOTTO
dal 30 settembre al 2 ottobre

Si inaugura oggi ad Alessandria il 1° salone Nazionale del biscotto, ospiterà i migliori produttori di pasticceria secca, mentre le vie del centro daranno vita alla quarta edizione di AlèChocolate con i magnifici produttori che aderiscono all'Acai (associazione cioccolatieri artigianali italiani).

Krumiri,biscotti

Alessandria vanta una raffinata tradizione di arte pasticciera vergata nel 2005 con la De.Co. (denominazione comunale). Famose sono le pasticcerie alessandrine nate sulla spinta della borghesia militare dell'Ottocento (ad Alessandria c'è la Cittadella Militare più grande d'Europa).

giovedì 29 settembre 2011

Crostoni di pane con bagna di pomodoro (bagnet ‘d tòmatiche)

Crostoni di pane con bagna di pomodoro (bagnet ‘d tòmatiche), è un’ottimo antipasto rustico specialmente se i pomodori sono del nostro orto e quindi profumatissimi ed il pane casereccio cotto in un forno a legna.

Se i pomodori sono quelli comprati al mercato ed il pane non cotto a legna la nostra ricetta dei crostoni con salsa di pomodoro si può fare comunque senza problemi.

La ricetta dei crostoni con bagna di pomodoro (bagnet ‘d tòmatiche) è localizzata in prov. di Asti.

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Ingredienti per i crostoni con bagna di pomodoro (bagnet ‘d tòmatiche)

  • pomodori maturi e grandi 6
  • aglio 2 denti
  • cipolla bianca grande 1
  • carota 1
  • olio extravergine di oliva 1/2 bicchiere
  • aceto di vino rosso 2 cucchiai
  • peperoncino rosso piccante q.b.
  • zucchero 1 cucchiaio
  • sale q.b.

mercoledì 28 settembre 2011

Fiere del tartufo bianco in prov. di Asti 2011

La provincia di Asti è quella che ha più fiere del tartufo bianco di tutto il Piemonte, alcune di queste sono di interesse nazionale.

I mesi di ottobre e novembre 2011 sono i mesi degli amanti del prezioso tubero che non possono mancare a questi straordinari eventi.

Tartufo bianco, taglia tartufi

Le principali fiere del tartufo bianco in prov. di Asti 2011 sono le seguenti:


  • Montiglio Monferrato 2 e 9 ottobre
  • Moncalvo 23 e 30 ottobre
  • Canelli 13 novembre
  • Asti 19 e 20 novembre
  • Montechiaro d'Asti 6 novembre
  • San Damiano d'Asti 6 novembre

Quindi se non siete tra quelli che si chiudono tra le pareti di casa in oziosi weekend, e cercate momenti di genuino e saporito svago, lontani dal caos della città per ammirare i colori che questa splendida stagione ci offre, non perdetevi il ricco calendario di appuntamenti dedicati al “re” indiscusso delle tavole piemontesi, sua maestà il tartufo bianco.

Riso con salciccia e rosmarino alla Vercellese

Riso con salciccia e rosmarino, ricetta nativa della prov. di Vercelli, facile e veloce da preparare.

La ricetta del riso con la salciccia e il rosmarino è un’ottimo primo piatto che è valido per tutte le occasioni ed essendo una ricetta non  proprio famosa per molti commensali sarà una piacevole novità.

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Ingredienti per il riso con salciccia e rosmarino (4 persone)

  • riso carnaroli 350 g.
  • salciccia  250 g.
  • cipolla 1
  • pomodori 4
  • rosmarino 1 rametto
  • vino bianco 1/2 bicchiere
  • burro 100 g.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

martedì 27 settembre 2011

Sagre castagna 2011 prov. Cuneo, ottobre e novembre

Le feste e le sagre della castagna in prov. di Cuneo nei mesi di ottobre e novembre 2011, sono l’occasione oltre che per assaggiare questo prodotto tipico delle valli cuneesi anche di ammirare un paesaggio autunnale unico .

Le sagre e le fiere della castagna con le sue castagnate
prov. di Cuneo a ottobre e novembre 2011

 

01/10/2011
LA CASTAGNA GARESSINA
Garessio

02/10/2011
CASTAGNATA DELLA PRO-LOCO SERRA-CARDINI
Roburent

02/10/2011
SAGRA DELLA CASTAGNA E DEL FUNGO
Rossana

Stracotto al barolo alla Piemontese

Stracotto al barolo, una interessante ricetta tipica piemontese che ha come origine la prov. di Torino.

La ricetta dello stracotto al barolo non è molto conosciuta ma vale la pena riscoprirla è facile da fare ed è un piatto per tutte le occasioni.

Stracotto-2

Ingredienti per lo stracotto al barolo                      (4-6 persone)

  • cappello del prete di manzo 1,5 kg.
  • vino barolo 1 litro
  • cipolle 2
  • coste di sedano 2
  • carote 2
  • aglio 2 denti
  • alloro 1 foglia
  • pomodori pelati 1 barattolo
  • olio di oliva 1 bicchiere
  • burro 50 g.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

lunedì 26 settembre 2011

Prodotti Tradizionali Agroalimentari (PAT)

Prodotti Tradizionali Agroalimentari

I "prodotti tradizionali" (PAT) sono quelli le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate nel tempo e sono praticate sul proprio territorio in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai venticinque anni.

PATI Prodotti tradizionali (PAT), che possono essere oggetto di valorizzazione e di deroghe riguardanti l'igiene degli alimenti consentite dalla regolamentazione comunitaria, vengono individuati dalle Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano che ne accertano i requisiti e comunicano annualmente al Ministero per le politiche agricole il proprio elenco dei prodotti agroalimentari definiti "tradizionali", al fine della pubblicazione dell'elenco nazionale.

L'inserimento di un prodotto nel predetto elenco nazionale non è costitutivo di diritti conseguenti alla pubblicazione e l'eventuale riferimento al nome geografico non costituisce riconoscimento di origine o provenienza del prodotto dal territorio stesso (come per le produzioni a denominazione di origine).

Il nome di ciascun prodotto però, o il suo eventuale sinonimo o termine dialettale, a decorrere dalla data di pubblicazione dell'elenco nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, non può costituire oggetto di deposito o di richiesta di registrazione, ai sensi della vigente normativa comunitaria e nazionale sulla proprietà intellettuale e industriale.

giovedì 22 settembre 2011

Le razze autoctone del Piemonte

Le razze autoctone del Piemonte

La Regione Piemonte  è particolarmente ricca di biodiversità animale, con le sue razze bovine, ovine, i suoi polli e galline autoctone e negli ultimi vent'anni ha sostenuto, conservato e tutelato la biodiversità agraria piemontese intesa anche come risorsa per un utilizzo a fini produttivi e di miglioramento genetico.

Per recuperare e conservare le razze animali locali piemontesi sono stati messi a disposizione finanziamenti regionali che hanno permesso di realizzare numerose ricerche che ne hanno evidenziato le principali caratteristiche.

In particolare i progetti svolti hanno permesso di recuperare, conservare e caratterizzare le razze animali locali piemontesi.

Bovini

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PIEMONTESE
Deriverebbe da una popolazione autoctona di tipo giurassico dopo assorbimento di altri piccoli gruppi etnici locali (quello di tipo iberico, razza delle Langhe e quello di tipo alpino, razza di Demonte) e popolazioni del ceppo podolico.

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PEZZATA ROSSA D'OROPA
Come la maggior parte delle altre razze bovine pezzate rosse presenti nell'arco alpino trarrebbe la sua lontana origine dalla razza Simmental. Secondo alcuni autori sarebbe una variante della Valdostana Pezzata Rossa.

lunedì 19 settembre 2011

Gnocchi di pane, ricetta della cucina povera Piemontese

I gnocchi di pane o polpette di pane, erano molto famosi nella cucina povera piemontese, specialmente nelle zone di pianura e di montagna. Questa ricetta dei gnocchi di pane è stata localizzata anni fa in provincia di Alessandria ed il pane viene usato come sostituto delle patate.

E’ un piatto in via di estinzione perchè la povertà dei suoi ingredienti ne fanno un piatto simbolo della miseria mentre si può dire tranquillamente che i gnocchi di pane sono “un piatto ricco della cucina povera”.

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Il pane consigliato per la preparazione della ricetta dei gnocchi di pane è quello casereccio all’acqua, ma si può utilizzare anche altro tipo di pane purchè raffermo.

I gnocchi di pane venivano cotti dai contadini in acqua salata, mentre i borghesi o meno poveri li cuocevano nel brodo di carne.

Si condivano con burro fuso,salvia e parmigiano, ma anche con il ragù il pesto o il sugo di coniglio, dipende da cosa c’era in casa.

Ingredienti per i gnocchi di pane

  • farina bianca 200 g.
  • pane raffermo 200 g.
  • uova 2
  • parmigiano grattugiato 100 g.
  • noce moscata q.b.
  • latte 3 cucchiai
  • brodo di carne 5 l.
  • burro 50 g.
  • salvia 5 foglie
  • aglio 3 denti
  • formaggio Stagionato Piemontese 100 g.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

domenica 18 settembre 2011

Ricetta della COCA-COLA

La ricetta della COCA-COLA svelata, la più segreta delle ricette finalmente a conoscenza di tutto il mondo e chiunque può farla in casa.

Che questa sia la vera ricetta della COCA-COLA non ne sono per niente convinta , però questo avevo trovato, anni fa, navigando in internet e questo vi propongo, non l’ho mai postata perchè sa di bufala lontano un miglio ma tra tante cavolate che ci sono in rete ci può stare pure questa.

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Di ricette per produrre la COCA-COLA o pseudo tali ne girano ormai molte, questa è forse la prima a essere stata messa in rete.

Se qualcuno volesse provare questa ricetta per fare la COCA-COLA  mi faccia sapere cosa ne pensa, sarà interessante….

sabato 17 settembre 2011

Farinata o “bella cada” ricetta di Alessandria

La farinata è uno dei prodotti Agroalimentari tipici del Piemonte (PAT), ed è originaria della provincia di Alessandria anche se la disputa con la Liguria è ancora ben viva.

La farinata nota anche come “bela cada”, “belacauda” o bellacalda ad Alessandria e dintorni viene consumata durante tutto il giorno come aperitivo e merendina.

farinata

Si tratta di una sorta di focaccia cotta a forno, la cui preparazione è semplicissima tranne il forno a legna che a parte, alcuni fortunati che dispongono di un barbecue con forno, non è di facile reperibilità. Si può comunque cuocere in un normale forno a luce.

Bisogna solo fare attenzione alle dosi di acqua e farina di ceci il rapporto deve essere 4:1, ovvero 4 litri di acqua e 1 kg. di farina.

Ingredienti per la farinata

  • olio extravergine di oliva
  • farina di ceci
  • acqua
  • sale

n.b. non ho indicato le dosi in quanto variano dalle dimensioni della teglia e dal forno.

mercoledì 14 settembre 2011

Frittata di lumache alla Piemontese

Frittata di lumache, un’altra variante delle tante ricette di frittate che ci sono in Piemonte.

La ricetta della frittata di lumache è facile da trovare nei ristoranti o trattorie di Cherasco in Prov. di Cuneo diventata negli ultimi anni capitale della elicicoltura, e alle lumache viene dedicata una fiera e diverse manifestazioni collaterali.

Per gli amanti delle lumache la frittata di lumache è sicuramente una ricetta da provare.

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Ingredienti per la frittata di lumache (4 persone)

  • lumache 24
  • uova 4
  • prezzemolo un ciuffo
  • cipolla 1
  • aglio 1 spicchio
  • sale q.b.

Preparazione

Lasciate le lumache tre giorni a digiuno in una cesta chiusa.

Passati i tre giorni fatele bollire per tre ore ed estraetele dal guscio, tritatele e mescolatele con le uovo, il prezzemolo tritato, un po’ di cipolla tritata e l’aglio. Salate e procedete come per cucinare una qualsiasi altra frittata.

Come abbinamento consiglio un buon Nebbiolo DOCG

 

     Zia Fiorella

martedì 13 settembre 2011

Polenta Saracena delle Langhe

La polenta Saracena è una variante molto in uso nella zona tra le Langhe ed il Roero.

La ricetta della polenta Saracena è facile da fare ed è consigliata per chi vuole provare sapori nuovi o meglio vecchi delle tradizioni della cucina piemontese.

Polenta

Ingredienti per la polenta Saracena (6/8 persone)

  • patate gialle 1,5 kg.
  • farina di mais 1 kg.
  • farina di grano 300 g.
  • farina grano saraceno 300 g.
  • olio 1/2 bicchiere
  • burro 50 g.
  • porri bianchi 500 g.
  • latte 1 l.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

lunedì 12 settembre 2011

Mortadella Bologna IGP, da suini Piemontesi

Mortadella Bologna IGP, da suini Piemontesi

L'appellativo "mortadella" risale all'epoca Romana.

Alcune fonti, lo indicano come derivazione da "Mortarium - mortaio", utensile utilizzato per appiattire la carne di maiale.

Le produzioni della mortadella, sono principalmente localizzate in aree delle Regioni Emilia Romagna e Lazio.

La mortadella è il più rinomato salume cotto della tradizione bolognese, con origini storiche risalenti al XVI Sec.

Dall'epoca storica del tardo Rinascimento, si ebbero testimonianze letterarie e storiche, che ne dimostrarono la presenza sulle tavole italiane.

In tempi recenti, le aree di produzione si sono estese in altri territori ed anche in Piemonte, con l'uso di pregiati suini, allevati in Regione.

Attualmente, il salume si fregia del riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) rilasciato ed attestato con Regolamento CE 1549/98, tale marchio rappresenta la tutela delle qualità, instaurando un legame ai territori di produzione, nella salvaguardia delle tradizioni e delle caratteristiche organolettiche del prodotto.

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 Composizione degli alimenti

Con studi in campo alimentare si pone in rilievo l'interesse per la composizione degli alimenti: a tale riguardo, si sottolineano le esigenze dei consumatori nella ricerca costante di parametri qualitativi, che garantiscano "sicurezza alimentare".

I prodotti considerati definiscono - per composizione e caratteristiche di attrattiva e gradimento - un ruolo importante all'interno della ripartizione dei salumi tipici del Piemonte; infatti, il prodotto di base - la carne suina - mette a punto in modo rilevante, il legame tra allevamenti e territorio.

Per ciascun prodotto si evidenziano i contenuti macronutrienti, quali acqua - proteine - lipidi - zuccheri - sali minerali totali ed energia, per porzione di 100 grammi.

Inoltre, sono precisate le qualità proteiche, nell'analisi del contenuto di aminoacidi, le componenti di acidi grassi e di colesterolo.

Si esaminano l'apporto di minerali, determinato da ferro - zinco - rame - sodio - potassio - calcio - magnesio; nonché i contenuti di vitamine B1 e B2 ed additivi nitrati e nitriti, con cloruro di sodio.

Gli aspetti comuni dei salumi indicati, identificano l'importanza nell'alimentazione quotidiana, definendo un apporto di proteine di elevata qualità ed un significativo contributo di svariati elementi nutrizionali.

Concludendo, l'analisi dei valori nutrizionali riguardanti i salumi tipici indicati, occorre affermare che molto spesso disinformazione e pregiudizi, limitano il consumo di tali preziose fonti alimentari: quotidianamente ci si affida alle pubblicità ed ai mass-media, che a volte identificano in alcuni alimenti, motivazioni giuste o negative per la salute.

Per una corretta alimentazione è indispensabile il consumo degli alimenti indicati, che includono tradizioni millenarie e parametri qualitativi di notevole entità - definiti dagli specialisti della nutrizione - identificando le componenti nutritive dei grassi, come proteine e carboidrati, in nutrimenti essenziali per il corpo umano.

Questi prodotti della salumeria tradizionale del Piemonte, sono una valida alternativa all'usuale alimentazione giornaliera, ricordando che le carni di suino contengono notevoli quantità di proteine, aminoacidi e grassi insaturi, che non devono essere eliminati nella corretta alimentazione; non solo, importante fonti di ferro, zinco, elementi minerali, patrimonio vitaminico del gruppo B, di elevato valore nutrizionale.

Produzione e conservazione

La tecnica produttiva della Mortadella Bologna è tradizione dei territori di appartenenza: ingrediente ottimale, sono carni trattate - sulla base di disciplinare riconosciuto a livello europeo - triturate e ridotte in emulsione cremosa, con differenti passaggi in apposite macchine tritacarne, l'ultima delle quali porta il significativo nome di "sterminio".

Sono preparati cubetti di grasso, ricavati principalmente dalla gola di suino, da cui si trae un pregiato grasso.

L'impasto così ottenuto, è insaccato in precise dosi (sui mercati si commercializzano mortadelle di differenti taglie: dai 500 gr ai 50 kg) con involucri naturali o sintetici e sottoposto a cottura.

È questa la fase più delicata, capace di dare alla Mortadella di Bologna tutto il caratteristico aroma e tipica morbidezza; il procedimento prevede l'utilizzo di apposite stufe ad aria secca, con tempi di cottura che vanno da poche ore, sino ad un giorno intero.

Segue una docciatura con acqua fredda e una sosta in cella di raffreddamento, che consente al prodotto di "stabilizzarsi".

Consumi

La Mortadella Bologna ha uno svariato consumo.

Tagliata a cubetti ed abbinata a fresche verdure e formaggi, abbinata con aperitivi, affettata finemente può essere usata come ripieno, per insaporire piatti tradizionali a base di carni o sformati rustici.
Conservazione

Come tutti i salumi, la Mortadella di Bologna, se affettata va consumata entro breve tempo, per evitare che manchi di freschezza.

Confezionata sottovuoto, dev'essere comunque conservata in frigorifero, per mantenere inalterati aroma e colore.

Valori nutrizionali:

Acqua: 52,3
Proteine: 14,7
Lipidi: 28,1
Zuccheri: 1,5
Energia calorie: 317
Colesterolo: 70
Sodio: 506

   Zia Fiorella


Fonte:
Regione Piemonte

giovedì 8 settembre 2011

Cotolette con tartufo bianco d’Alba o del Monferrato

Cotolette con tartufo bianco d’Alba o del Monferrato è una ricetta poco conosciuta e come molte altre ha come localizzazione le zone tipiche del tartufo bianco, ovvero Langhe, Roero e Monferrato.

Le cotolette con il tartufo bianco sono una variate tra le cotolette alla milanese e le cotolette valdostane, solo che il gusto e il profumo del tartufo le rendono uniche e inimitabili.

Carne

Ingredienti per le cotolette al tartufo bianco (4 persone)

  • cotolette di vitello piemontese 4
  • tartufo bianco 1 20/30 g.
  • uova 2
  • pane grattugiato 2 bicchieri
  • fontina dolce 100 g.
  • burro 40 g.
  • parmigiano grattugiato 50 g.
  • olio da frittura q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

martedì 6 settembre 2011

L'EIGOVITTO–Rara Grappa di Avanà Vallesusa

L'EIGOVITTO - RARA GRAPPA DI AVANÀ VALSUSA

In tutta la zona di produzione, che si dispiega intorno a quella che fino al trattato di Utrecht del 1713 era la linea di confine tra Piemonte e Delfinato (Gravere, Giaglione, Chiomonte, Susa), si sono sempre utilizzate le vinacce di Avanà per distillare una preziosa e rara acquavite.

fotografia dell'Eigovitto, tipico liquore della bassa Valle di Susa e Val CenischiaIl nome con cui questa era chiamata era diverso da località a località, ed i termini impiegati erano molto differenti tra loro, pur essendo le distanze tra i paesi molto ridotte.

La zona di produzione dell’Avanà, infatti, è anche zona di confine linguistico e culturale e si situa al vertice delle zone dell’occitano, del franco-provenzale e del piemontese.

 

Il termine "eigovitto" è quello usato nelle zone più alte di coltivazione dell’Avanà ed è di evidente origine occitana.

Quaglie tartufate all’Albese

Quaglie tartufate, una ricetta un po’ diversa e che non si trova facilmente sia nei menù di ristoranti e trattorie della zona delle Langhe, Roero e Monferrato, sia nei ricettari che propongono ricette a base di questo prelibato tubero.

Ovviamente il tartufo che useremo è il tartufo bianco d’Alba o del Monferrato.

La ricetta delle quaglie tartufate è un pochino complicata e occorre dedicargli del tempo affinché riescano nel modo migliore, comunque ne vale la pena il risultato finale è eccellente.

tartufo bianco, Alba, Langhe, Roero, Monferrato

Ingredienti per le quaglie tartufate (4 persone)

  • quaglie 8
  • tartufo bianco 1 20/30 g.
  • prosciutto crudo di Cuneo DOP 200 g.(8 fette)
  • olio extravergine di oliva 1/2 bicchiere
  • vino bianco (Arneis o Favorita) 1 bicchiere
  • burro 100 g.
  • farina 2 cucchiai
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

lunedì 5 settembre 2011

Agnolotti alla piemontese con tartufo bianco d’Aba o del Monferrato

Agnolotti alla piemontese con tartufo bianco d’Aba o del Monferrato, qui si tocca la perfezione, il profumo del tartufo bianco con quello degli agnolotti fatti in casa fanno rendono sublime la ricetta di questo piatto.

La ricetta degli agnolotti alla piemontese la trovate seguendo il link o nella rubrica “ricette base” pertanto  salto la preparazione e vado dritta al condimento.

Tartufo bianco

Ingredienti per il condimento

  • tartufo bianco 1 g. 20/30
  • burro 100 g.
  • parmigiano grattugiato 50 g.
  • sale q.b.

Insalata di carne cruda con tartufo bianco d’Alba o del Monferrato

Insalata di carne cruda con tartufo bianco d’Alba o del Monferrato la ricetta, forse più famosa, tra quelle che hanno come ingrediente base il tartufo bianco.

l’insalata di carne cruda è l’antipasto per eccellenza che non può mancare nei menù di ristoranti e trattorie di Langhe, Roero e Monferrato.

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Ingredienti per la carne cruda con tartufo bianco (4 persone)

  • carpaccio di manzo piemontese (tagliato sottilissimo) 400 g.
  • insalata mista 100 g.
  • tartufo bianco 20/30 g.
  • olio extravergine di oliva 1/2 bicchiere
  • aceto di vino rosso 1 cucchiaio da the
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Razza Piemontese, bovino autoctono del Piemonte

Razza bovina Piemontese
Origine e sviluppo della razza

La razza Piemontese deriverebbe da una popolazione autoctona di tipo giurassico dopo assorbimento di altri piccoli gruppi etnici locali (quello di tipo iberico, razza delle Langhe  e quello di tipo alpino, razza di Demonte) e popolazioni del ceppo podolico. I bovini Piemontesi raggiunsero una qualche uniformità, che ne giustificava l'appellativo di razza, soltanto alla fine dell'Ottocento. Pur essendo animali a triplice attitudine, con prevalenza del lavoro sulle altre due prestazioni, i bovini Piemontesi erano già molto apprezzati per la produzione di carne e latte.

Attorno al 1850, secondo Lessona e Paci si potevano distinguere due tipi: la cosiddetta "scelta di pianura", più pregevole, allevata nelle fertili pianure alla destra del Po, a mantello fromentino più o meno carico, di statura elevata per maggior sviluppo degli arti rispetto al tronco, buona produttrice di carne, con sviluppo notevole dei muscoli della coscia e della groppa ma, generalmente, mediocre lattifera; e una "ordinaria di collina" presente nelle Langhe e nelle zone collinari di Chieri, Moncalieri, Santena, del Canavese, simile alla prima ma più rustica, con attitudine prevalente al lavoro e con una produzione di latte sufficiente per l'allattamento dei vitelli. Pur distinguendosi per adattamento all'ambiente, questi due tipi presentavano caratteri fissi simili e tali da poter considerarsi appartenenti ad un'unica razza.

domenica 4 settembre 2011

Crostini di pane con tartufo bianco d’Alba o del Monferrato

Crostini con tartufo bianco d’Alba o del Monferrato un’ottimo antipasto che esalta il gusto del tartufo, facile e veloce da preparare una ricetta che piacerà a tutti gli amanti del prezioso tubero.

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Ingredienti per i crostini con tartufo bianco (4 persone)

  • Tartufo bianco d’Aba o del Monferrato 1
  • burro 150 g.
  • filetti d’acciuga 2
  • prezzemolo 1 ciuffo
  • aglio 1 spicchio
  • pane casereccio 4 fette grandi
  • olio extravergine di oliva 1/2 bicchiere
  • sale q.b.

Preparazione

Fate un trito con i filetti di acciuga, il prezzemolo e l’aglio e fatelo rosolare in una padella con dell’olio a fuoco lentissimo e aggiungete un pizzico di sale.

Tagliate a metà le fette di pane (i crostini) e fatele friggere in una padella con il burro, quando saranno dorate toglietele dalla padella e spalmatele con il trito sul quale taglierete, a lamelle sottili,  il tartufo bianco.

 

     Zia Fiorella

Tagliolini con crema di tartufo bianco delle Langhe

I tagliolini alla crema di tartufo bianco d’Alba sono un’altra ricetta che esaltano il profumo del tartufo e rendono unici i tagliolini fatti in casa.

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Ingredienti per i tagliolini con crema di tartufo bianco all’Albese (4 persone)

  • tagliolini freschi 300 g.
  • panna da cucina 1 conf.
  • tartufo 1
  • burro 50 g.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • parmigiano grattugiato (facoltativo)

sabato 3 settembre 2011

Bacaditos de crema de langostinos - Tapa Spagnola

Bacaditos de crema de langostinos (panini con crema di gamberi)
ricetta tapa spagnola

I bocaditos de crema de langostinos possono essere fatti sia con piccoli croissant salati oppure piccoli paninetti. Questa è la versione con i croissant.

Preparazione dei bocaditos de crema de langostinos (panini con crema di gamberi)

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Prendete 12 mini-croissant e apriteli

e per la salsa:
200 g. di code di gamberi, 200 g. di cozze, 12 code di gamberetti, 30 g. di pasta di acciughe, 1 cucchiaio di senape, 1 cucchiaio di ketchup, 2 gocce di tabasco e il sugo di un limone.

Fate cuocere le code dei gamberi, gamberetti e cozze, quindi passate tutti gli ingredienti nel minipiner fino ad ottenere una crema densa con la quale riempirete i mini-croissant.

Servire in un piattino con alcuni gamberi come guarnizione.

Foto tratta dal sito: www.delsolmedina.com

     Zia Fiorella

venerdì 2 settembre 2011

Lingua alla Piemontese, ricetta tradizionale

La lingua alla Piemontese è una ricetta classica che si trova in quasi tutti i ristoranti e trattorie che preparano piatti tipici della tradizione piemontese.

La lingua alla piemontese è uno degli antipasti per eccellenza che è facile anche da preparare in casa. La preparazione della lingua alla piemontese ha una preparazione di circa 20 min. e gli ingredienti di facile reperibilità.

Ingredienti per la lingua alla piemontese (4 persone)

  • lingua di maiale 1
  • cipolla 1 e 1/2
  • carote 3
  • sedano 1 1/2 gamba
  • olio e.v. di oliva 1/2 bicchiere
  • capperi 8
  • salsa di pomodoro 
  • peperoncino rosso 1
  • prezzemolo 1 pugno
  • farina 1 cucchiaio
  • aceto  q.b.
  • sale q.b.

giovedì 1 settembre 2011

Fonduta con tartufo bianco d’Alba o Monferrato

Quello della fonduta con tartufo bianco d’Alba è una ricetta nata ad Alba nelle Langhe, è crescita tra le Langhe il Roero ed il Monferrato e si è diffusa in tutto il mondo.

La fonduta con tartufo bianco d’Alba ha diverse varianti, bisogna sempre inventare qualcosa anche se peggio dell’originale, ma io consiglio la ricetta tradizionale,che è quella che si cucina in casa da sempre.

Fonduta con tartufo bianco d'Alba

Per il tartufo bianco d’Alba la dose sarebbe di 20-30 g. a persona, ma dipende anche molto da quanto uno è disposto a spendere.

La preparazione è un po’ lunga circa 5 ore, ma ne vale la pena.

Ingredienti per la fonduta con tartufo bianco d’Alba (10 persone)

  • fontina d’Aosta 1 kg.
  • tuorli d’uovo 10
  • burro 100 g.
  • latte fresco q.b.
  • tartufi bianchi d’Alba q.b.