giovedì 24 febbraio 2011

Biella & Buona, il lato buono… della Prov. di Biella

Biella & Buona, scopriamo oggi il lato buono, quello gourmet, tanto per intenderci, della Provincia di Biella.

Infatti Biella & Buona è un marchio della Provincia di Biella in collaborazione con la Regione Piemonte e l’ATL Biellese, ma vediamo di cosa si tratta.

Il progetto

IL BIELLESE: TERRA DI TURISMO RURALE E AGROALIMENTARE DI QUALITA

Biella & Buona è un marchio di qualità agroalimentare registrato con il quale la Provincia di Biella "firma" numerosi progetti e iniziative di promozione dei prodotti enogastronomici biellesi.
È anche un progetto di comunicazione sulla qualità dell'agroalimentare biellese e sulla vivibilità del territorio dal punto di vista del paesaggio, della vita rurale, dell'alimentazione e della ristorazione.

Biella & Buona si articola in vari momenti tematici e in appuntamenti dedicati ai vari target di riferimento:

  • Agli specialisti, con educational di settore
  • Ai gourmet, con l'offerta di ristorazione personalizzata del territorio e offerta grazie ai coupon che si trovano sui giornali locali
  • Ai turisti, con il calendario delle manifestazioni e degli eventi, in particolare a Biella, che si scopre città 'buona'; non solo da vedere e da vestire ma anche da gustare
  • Ai curiosi e agli esperti con i convegni e le presentazioni di pubblicazioni sul tema della ruralità e della qualità agricola e turistica del territorio e con i corsi di cucina tradizionale

Biella & Buona è un contenitore che raccoglie le strategie e le politiche attive di marketing territoriale e promozione delle tipicità.

Le Filiere

Carni, derivati e uova

Carne, derivati e uova

Il settore zootecnico, soprattutto nelle zone pedemontane e montane della Provincia, rappresenta un settore primario.
Il patrimonio bovino ammonta a circa sedicimila capi; tra le razze allevate predomina la Pezzata Rossa di Oropa, razza autoctona a duplice attitudine. Considerata l’importanza strategica che la stessa riveste per la sopravvivenza degli allevamenti rustici e montani, diventa fondamentale la sua salvaguardia, obiettivo riconosciuto anche dalla UE che l’ha inserita tra le razze in pericolo di estinzione e quindi meritevole di aiuti economici atti a favorirne una più ampia diffusione. Risulta prevalentemente allevata nelle zone di montagna (Valle dell’Elvo e conca d’Oropa).
Notevole importanza riveste ancora l’allevamento ovi-caprino, distribuito soprattutto nelle vallate montane. La specializzazione prevalente è la produzione di carne, agnelli e capretti, ovini castrati 14/16 mesi di età, mentre minore interesse riveste la produzione di latte. Tuttavia, negli ultimi anni, al fine di diversificare le produzioni verso prodotti tipici e di nicchia, alcune aziende si sono orientate verso la produzione di formaggi caprini ed altre produzioni particolari, che trovano un buon mercato a livello locale.
Nelle zone di pianura e media collina sono concentrati gli allevamenti di suini da ingrasso, prevalentemente collegati alla filiera della produzione del prosciutto crudo.

Latte e derivati

In Provincia operano più circa 150 allevatori titolari di quote, la maggior parte dei quali con aziende in zona montana. Il latte viene consegnato prevalentemente ai caseifici e circa 16.000 q. sono lavorati direttamente in azienda per la produzione di formaggio (Toma Piemontese, in parte a denominazione di origine controllata, ma anche formaggi a pasta molle) e burro.

Miele e confetture

Nel Biellese la produzione di miele è importante, al censimento apistico del 2007, i produttori, compresi gli amatoriali, erano 185 con 754 nuclei e circa 4.800 alveari. Per lo più si tratta di allevamenti di tipo nomade.
Le produzioni rispecchiano quelle classiche del Piemonte: mieli di acacia, castagno, tiglio, tarassaco, rododendro, calluna. Il millefiori primaverile ed estivo è di modesta entità, mentre importanti sono i mieli di melata.
I prodotti dell’alveare sono quanto mai vari dalla propoli, alla cera d’api che vengono commercializzati insieme al miele . Alcune aziende trasformano ancora la materia prima per la produzione di torroni e dolci.

Ortaggi e frutta

Nelle zone di Cavaglià, Roppolo, Viverone, colline della Serra e verso il Cossatese si trovano ancora gli orti e i frutteti i cui prodotti vengono venduti ai grossisti, ai mercati locali, in azienda e via internet. Sono numerosi anche i produttori di actinidia nelle colline di Cavaglià, Roppolo e Viverone, raggruppati in un’Associazione nata di recente.
Non mancano infine gli orti, per lo più in tunnel, i cui frutti vengono trasformati anche in conserve golose da abbinare alle carni.
Sono presenti sul territorio i Piccoli Produttori Biellesi, un gruppo di ortofrutticoltori, trasformatori e apicoltori che ha avviato un’iniziativa di vendita diretta attraverso cestini contenenti prodotti di stagione.

Riso

La superficie a riso ammonta nella Provincia di Biella a circa 3.900 ettari, con netta prevalenza della varietà S.Andrea che rappresenta circa un terzo dell’investimento totale .Il numero rilevante di aziende (82 nel 2007) testimonia l’importanza di questa coltivazione,tanto che anche il Biellese è stato inserito nel Distretto del riso del Piemonte comprendente le Province di Vercelli, Novara e Alessandria.
Ma oltre la quantità, a garantire la qualità è la Denominazione di Origine Protetta (DOP) per il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese ottenuta nel 2007.
La DOP costituisce la più importante certificazione di valore europeo a protezione e valorizzazione dei prodotti tipici agroalimentari per i quali l'intero processo produttivo, dalla coltivazione alla lavorazione e trasformazione, avviene esclusivamente in un territorio delimitato e riconosciuto ufficialmente.
Sono ventotto i comuni che compongono la zona delimitata per la DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese e le varietà riconosciute sono: Arborio, Baldo, Balilla, Carnaroli, S. Andrea, Loto,Gladio.

Vini e liquori

La Provincia di Biella vanta un patrimonio viticolo di antica tradizione valorizzato dalla produzione di vini d’altissimo pregio con un areale di produzione circoscritto e fortemente caratterizzato.
Tra i vini rossi di qualità il Bramaterra e il Lessona Doc, di uvaggi a base Nebbiolo, che garantiscono due anni di invecchiamento in botti di rovere e sono prodotti esclusivamente nel Biellese.
La zona di produzione della Doc Erbaluce di Caluso è condivisa con la limitrofa Provincia di Torino e comprende diversi Comuni biellesi delle colline moreniche della Serra. Le migliori uve dei vigneti coltivati a Erbaluce producono il prezioso Passito Doc, invecchiato almeno 5 anni.
Le aziende leader della zona hanno introdotto da alcuni anni le moderne tecniche di spumantizzazione, cui il vitigno ben si presta, per differenziare il prodotto e avvicinarsi al gusto del consumatore.

Una iniziativa davvero valida per una provincia emergente anche dal punto di vista enogastronomico, chi fosse interessato ad approfondire l’argomento può farlo visitando il sito ufficiale di Biella & Buona dove troverà anche l’elenco delle Filiere ovvero i produttori e venditori di questi prodotti meravigliosi.

Fonte: Biella & Buona

     Zia Fiorella

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