sabato 31 dicembre 2011

Cisrà o zuppa di ceci all’Astigiana

La cisrà (zuppa di ceci) Astigiana, bisogna specificare la zona in quanto la cisrà è tipica di due zone del Piemonte Astigiano e Langhe ma tra le due versioni ci sono alcune sostanziali differenze.

Molteplici sono comunque le differenze da paese a paese o anche in base al periodo dell’anno e alle verdure che troviamo nell’orto.

La cisrà (zuppa di ceci) è anche considerato un piatto unico e questa ricetta che vi propongo può esserlo sicuramente basta vedere gli ingredienti.

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Ingredienti per la cisrà (zuppa di ceci) Astigiana (4 persone)

  • ceci secchi 300 g.
  • cotiche di maiale fresche 100 g.
  • porro 1
  • patata 1
  • foglie di cavolo verza  2/3
  • rapa  piccola 1
  • cipolla media 1
  • sedano 1/2 cuore
  • aglio 1 dente
  • rosmarino 1 ramettino
  • alloro 2 foglie
  • salvia 2 foglie
  • prezzemolo 2/3 gambi
  • farina bianca 15 g.
  • olio extravergine di oliva 1/2 bicchiere
  • fette di pane casereccio 4
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

venerdì 30 dicembre 2011

Torta del Palio di Asti, ricetta per prepararla in casa

La torta del Palio (PAT) è un dolce tipico della città di Asti e prende il nome dal famoso Palio che si corre (purtroppo) tutti gli anni.

In tutte le migliori pasticcerie di Asti è presente la torta del Palio, con alcune piccole varianti a seconda di chi la prepara, ma sostanzialmente le differenze sono minime.

La torta del Palio non tutti sanno che la si può preparare anche in casa….anche se non sarà quella originale la cui ricetta è tutt’ora segreta.

Torta del Palio - Immagine tratta da Parks.it

Ingredienti per la torta del Palio

  • tuorli d’uovo 7
  • uova intere 5
  • farina bianca 320 g.
  • farina di mandorle 40 g.
  • maraschino
  • cioccolato fondente
  • miele q.b.
  • zucchero 300 g.
  • burro 80 g.

giovedì 29 dicembre 2011

Bagnet verd (salsa verde) per bolliti e acciughe

Bagnèt verd (salsa verde) la più classica delle salse Piemontesi.

La salsa verde o bagnèt verd (salsa verde) è facile e velocissima da preparare e può essere abbinata sia al classico bollito misto  Piemontese (è una delle sette salse) oppure sulle acciughe salate.

Ingredienti per il bagnèt verd (salsa verde)

  • acciughe di Spagna sotto sale 300 g.
  • prezzemolo 2 ciuffi
  • aglio 3 spicchi
  • uovo sodo 1 tuorlo
  • peperoncino rosso piccante (spagnolin) q.b.
  • aceto di vino rosso 2 cucchiai
  • olio extravergine di oliva
  • sale q.b.

lunedì 26 dicembre 2011

Bagnèt Ross (salsa rossa) per bollito e acciughe

Bagnèt ross (salsa rossa) è una delle sette salse che devono accompagnare i sette ingredienti che compongono il bollito misto” Piemontese.

Il bagnèt ross è un pochino piccantino e stuzzica l’appetito e può essere benissimo abbinato alle acciughe salate.

Il bagnèt ross è tipico del Piemonte ma ormai è una di quelle salse che si trovano un po’ in tutti i ristoranti italiani e non solo.

Ingredienti per il Bagnet ross (salsa rossa)

  • Acciughe di Spagna (sotto sale) 320 g.
  • capperi sotto sale 1 manciata
  • tonno sott’olio 90 g.
  • aglio 2 denti
  • Peperoncino piccante (spagnolin) q.b.
  • alloro 4 foglie
  • conserva di pomodoro 1/2 bicchiere
  • zucchero 1 cucchiaio
  • aceto rosso 1 cucchiaio
  • olio extravergine di oliva 2 cucchiai
  • sale q.b.

lunedì 19 dicembre 2011

Il carpione, ricetta base

Il carpione, vediamo la ricetta base che ci servirà poi per preparare tanti piatti come le anguille, i barb (cavedani), le cotolette etc…

Ingredienti per il carpione

  • olio  q.b.
  • aglio 3/4 spicchi
  • salvia 5/6 foglie
  • aceto rosso 1/2 bicchiere
  • sale q.b.

Preparazione

Fate soffriggere nell’olio gli spicchi d’aglio e la salvia. Quando l’aglio sarà di color dorato aggiungete l’aceto rosso e salate, quando riprenderà a bollire il carpione è pronto per essere versato su quanto ci interessa di volta in volta.

 

     Zia Fiorella

Pollo alla Marengo, ricetta classica alessandrina

Il pollo alla Marengo, il cui nome deriva dalla località Marengo il prov. di Alessandria ed è un piatto semplicissimo della tradizione popolare alessandrina e che è stato anche cucinato per l’imperatore Napoleone Bonaparte.

La ricetta del pollo alla Marengo, tralasciando i fatti storici si prepara in circa 30 min. ed un’oretta di cottura.

Posiamo pertanto dire che visti gli ingredienti che di solito nelle nostre cucine non mancano, la facilità e velocità di esecuzione, la ricetta del pollo alla Marengo è un’ottimo piatto per tutte le occasioni.

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Ingredienti per il pollo alla Marengo (4 persone)

  • pollo (novello) 1
  • farina 2 cucchiai
  • burro 60 g.
  • vino Madera 1/2 bottiglia
  • olio 1/2 bicchiere
  • brodo di carne 1 scodella
  • crostoni di pane 4
  • aglio 1 dente
  • limone 2 fettine
  • prezzemolo 1 ciuffetto
  • noce moscata q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

venerdì 16 dicembre 2011

Dolce delle uova strapazzate al vino Barolo

La ricetta di questo dolce ovvero delle uova strapazzate al vino barolo non è molto conosciuta e come tutte le ricette poco famose come quella delle uova strapazzate al barolo vale la pena provarle e farle assaggiare ai nostri amici.

Preparare le uova strapazzate al barolo è facile e veloce e come dolce va bene in tute le occasioni e perchè no provarlo durante le feste di Natale.

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Ingredienti per le uova strapazzate al barolo (4 persone)

  • uova 4
  • zucchero 400 g.
  • farina 800 g.
  • latte intero 1 bicchiere
  • vino Barolo 1 bicchiere
  • lievito in polvere 1 bustina

giovedì 15 dicembre 2011

Baccalà con Polenta, ricetta alla Piemontese

La ricetta del baccalà con polenta è una delle ricette più famose e cucinate in tutto il nord Italia, noi vediamo quella che si prepara in Piemonte.

La polenta con baccalà o baccalà con polenta che dir si voglia è uno di quei famosi “ricchi piatti della cucina povera” Piemontese ma non solo, oggi con quello che costa il baccalà (varietà ragno) è diventato un piatto per ricchi.

Polenta e Baccalà

Ingredienti per il baccalà con polenta (4 persone)

  • baccalà (ragno) 800 g.
  • olio di oliva extravergine 1/2 bicchiere
  • acciughe 3 (6 filetti)
  • burro 60 g.
  • aglio 1 dente
  • limone 1
  • prezzemolo 1 ciuffo
  • brodo vegetale 1/2 bicchiere
  • farina bianca q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

mercoledì 14 dicembre 2011

Paglierina formaggio (PAT) Piemontese

PAGLIERINA FORMAGGIO (PAT)

DEL PIEMONTE

Formaggio Paglierina

Paglierina è sicuramente uno dei formaggi, da consumare freschi, che tutti o quasi avranno avuto il piacere di assaggiare almeno una volta e che si è giustamente guadagnato la denominazione PAT.

Paglierina (PAT) caratteristiche

Denominazione: PAT

Categoria: Formaggi

Aree geografiche interessate:

Prodotta in alcune zone dell'astigiano, è caratteristica anche della provincia di Torino e in parte di quella di Cuneo. La zona di provenienza del latte e di trasformazione in formaggio corrisponde all'intero territorio della provincia di Torino e alcune aree tra le provincie di Cuneo e Asti.

martedì 13 dicembre 2011

Risotto con le rane alla Vercellese

Il risotto con le rane è una tipica ricetta del Vercellese, decenni fa le risaie erano piene di rane, ora è più facile trovarle d’allevamento, ed era considerato una dei piatti poveri della tradizione culinaria piemontese.

Cucinare il risotto con le rane alla vercellese è abbastanza semplice e veloce, più complicato è trovare delle rane fresche, vanno bene anche quelle congelate.

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Ingredienti per il risotto con le rane alla vercellese (4 persone)

  • riso “carnaroli” 300 g.
  • rane 1 kg.
  • burro 40 g.
  • cipolle 2
  • parmigiano grattugiato q.b.
  • sedano 1/2 gamba (facoltativo)
  • aglio 1 fisca (facoltativo)
  • Sale q.b.

mercoledì 7 dicembre 2011

Polenta concia, ricetta classica Piemontese

Polenta concia, la potete trovare in quasi tutte le zone di montagna del Piemonte, vediamo quella che ritengo più classica.

Cucinare la polenta concia è semplicissimo, importanti sono gli ingredienti, il mais otto file per la polenta, i formaggi ed il burro il più genuini e saporiti possibili.

La polenta deve essere morbida.

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Ingredienti per la polenta concia (4 persone)

  • farina di mais (varietà otto file) 200 g.
  • burro (a volontà)
  • toma piemontese morbida 150 g.
  • acqua 1 l.

lunedì 5 dicembre 2011

Paniscia ricetta tradizionale Novarese

La paniscia, con i salami dla douja è sicuramente il prodotto più conosciuto della provincia di Novara.

Questo era il piatto principale delle grandi occasioni delle festività, simbolo dell’alimentazione e della vita contadina della provincia di Novara.

La paniscia è una ricetta di facile preparazione ma mai chiamarlo risotto, la paniscia  è unica e va chiamata con il suo nome.

paniscia

Ingredienti per la paniscia (4 persone)

  • fagioli borlotti 200 g.
  • verza (senza coste) 300 g.
  • sedano 1 gamba
  • carota 1
  • conserva di pomodoro 1 cucchiaio
  • cipolla 1
  • lardo 50 g.
  • salamino dla douja
  • riso 500 g.
  • vino rosso 1 bicchiere
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

mercoledì 30 novembre 2011

Cappone ripieno alla piemontese

Il cappone ripieno alla piemontese  è una delle più classiche ricette piemontesi, purtroppo sta un pochino scomparendo dalle nostre tavole in quanto la preparazione è piuttosto lunga e presenta diverse difficoltà.

La ricetta del cappone ripieno alla piemontese richiede tanti ingredienti pertanto è meglio organizzarci per tempo.

Per chi abita in prov. di Cuneo o se lo può procurare il cappone di Morozzo è l’ideale, a Morozzo vi è anche una importante fiera dedicata al cappone.

Cappone di Morozzo

Ingredienti per il cappone ripieno alla piemontese

  • cappone 1
  • brodo di carne 1 bicchiere
  • tuorli d’uovo 3
  • prosciutto cotto 110 g.
  • burro 60 g.
  • uvetta sultanina 14 cucchiai
  • mollica di pane 90 g.
  • parmigiano reggiano 100 g.
  • noce moscata q.b.
  • prugne senza nocciolo 100 g.
  • salciccia 110 g.
  • gherigli di noce 1 bicchiere
  • sedano 1 costa
  • carota 1
  • cipolla 1
  • pancetta 100 g.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

martedì 29 novembre 2011

Filetto saltato con salsa burro e prezzemolo

Filetto saltato con salsa burro e prezzemolo, francamente non conosco il vero nome e l’origine esatta, è una delle tante ricette piemontesi che ho trovato e ritagliato tanto tempo fa.

La ricetta del filetto saltato con salsa burro e prezzemolo è uno di quei secondi piatti di carne che sono veloci da preparare ma sono buonissimi e fanno sempre effetto se abbiamo degli ospiti anche all’ultimo momento.

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Ingredienti per il filetto saltato con salsa burro e prezzemolo (4 persone)

  • filetto (4 fette) 800 g. circa
  • burro 60 g.
  • prezzemolo 1 ciuffo sale q.b.
  • pepe q.b.

lunedì 28 novembre 2011

Carciofi ripieni con toma piemontese

Carciofi ripieni con toma piemontese sono un contorno classico tra le ricette della regione Piemonte anche se non molto conosciuto.

La ricetta dei carciofi ripieni di toma piemontese è veloce e facile da preparare e si può abbinare a tanti secondi di carne.

Carciofi

Ingredienti per i carciofi ripieni di toma piemontese (4 persone)

  • carciofi 6
  • pane grattugiato 80 g.
  • toma piemontese stagionata 150 g.
  • olio di oliva 1 bicchierino
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

martedì 22 novembre 2011

Etichettatura, nuovo regolamento europeo

NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO SULL'ETICHETTATURA
Claudio Sacchetto: Ottima notizia per il nostro comparto agroalimentare, storicamente contraddistinto da eccellenza dei prodotti. Punto debole del provvedimento e' la lentezza attraverso la quale entrera' in vigore. 

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Ieri, martedì 22 novembre 2011, è stato  pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il nuovo regolamento sull’etichettatura.
Un aggiornamento importante di quella che era una direttiva risalente al 1979, una nuova normativa che estenderà l’obbligo di esplicitazione della provenienza di tutte le carni fresche: il vincolo precedentemente era imposto solo per la carne bovina, adesso lo stesso principio varrà per le carni suine, il pollame, le avicole e le ovicaprine.

Rivoluzione anche per quanto concerne l’informazione fornita al consumatore: sull’etichetta dovranno infatti comparire le fondamentali informazioni nutrizionali e l’eventuale presenza di allergeni, vigerà inoltre il divieto di informazioni fuorvianti e, infine le dimensioni delle diciture riportate sull’etichetta dovranno essere non inferiori all’1,2 mm, 0,9 mm se la confezione del prodotto è particolarmente ridotta.

Porri fritti alla Piemontese

Porri fritti, i porri si coltivano un po’ ovunque in Piemonte ma la zona diventata più famosa è quelle di Cervere in prov. di Cuneo dove ai porri è dedicata una festa che attrae molta gente .

I porri si usano in molte ricette quella dei porri fritti è una ricetta un poco differente e per questo sicuramente da provare e far conoscere.

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Ingredienti per  i porri fritti (4 persone)

  • porri 8
  • uova 1
  • pane grattugiato 100 g.
  • burro 100 g.
  • farina 1 cucchiaio
  • limone 1
  • sale q.b.

Denominazione di origine controllata e garantita (DOCG)

Denominazione di origine controllata e garantita

I vini DOCG sono vini di qualità originari di zone limitate, recanti il nome geografico di tali zone, le cui caratteristiche sono strettamente connesse all'ambiente naturale e ai fattori umani. I vini più pregiati sono quelli a Denominazione d'Origine Controllata e Garantita, riconoscimento di particolare pregio qualitativo attribuito ad alcuni vini DOC di notorietà nazionale ed internazionale.

 DOCGDenominazione di origine controllata e garantita

I vini sono classificati nelle loro denominazioni come vino vino DOC e vino DOCG. Con la sigla DOCG si identificano i vini a denominazione di origine controllata e garantita.

I DOCG sono vini con "particolare pregio qualitativo" ottenuti da uve coltivate in una zona viticola particolarmente vocata, Barolo, Barbaresco ecc.. il cui nome viene utilizzato per designare un prodotto rinomato e di qualità. Può essere richiesto il riconoscimento a DOCG per quei vini che sono già stati riconosciuti DOC da almeno 10 anni ed hanno notorietà internazionale.

DOCG è la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunità europea. Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il prodotto ottenuto dalle uve coltivate in una zona viticola particolarmente vocata (es. Barolo) il cui nome viene utilizzato per designare un prodotto rinomato e di qualità. Le caratteristiche di questi vini sono strettamente connesse con l'ambiente naturale in cui nascono e vengono normate e definite nei disciplinari di produzione.

La Regione Piemonte conta attualmente 16 vini a Denominazione di origine controllata e garantita

giovedì 17 novembre 2011

Mele al vino Barolo

Le mele al vino Barolo difficile pensare che possano venire da un’altra zona che non siano le Langhe ma le troviamo comunque anche nei ricettari di Monferrato e Roero.

Le mele al vino barolo è una ricetta che si perde nella notte dei tempi prima ancora che il vino Barolo avesse quella giusta fama che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo.

Venendo alla ricetta delle mele al vino barolo sono facilissime da preparare e si adattano a ogni tipo di pranzo o cena.

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Ingredienti per le mele al vino barolo

mele delizia piuttosto acerbe 9
  • zucchero 200 g.
  • Vino Barolo 1 bottiglia
  • limone 1
  • prugna nera essiccata 1
  • chiodi di garofano 2
  • cannella in stecca 1/2
  • zenzero in polvere (optional)
  • martedì 15 novembre 2011

    La Tofeja Canavesana o alla Piemontese

    La Tofeja Canavesana o Piemontese, comunque le origini si trovano nelle valli del Canavese anche se con qualche variante la possiamo trovare anche in altre località del Piemonte.

    La Tofeja Canavesana è un piatto che si mangia soprattutto in autunno ed in inverno ed è ottimo come piatto da gustare in compagnia magari in una tavernetta con caminetto accesso…

    La ricetta della Tofeja Canavesana è un pochino lunga da preparare ma assolutamente da provare.

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    Ingredienti per la Tôfeja Canavesana o Piemontese

    • cipolla 1
    • fagioli borlotti 1 kg.
    • costine di maiale 500 g.
    • cotechini piccoli 10
    • cotiche di maiale 500 g.
    • rosmarino 1 rametto
    • aglio 2 spicchi
    • patate 2
    • sale q.b.
    • pepe q.b.

    lunedì 14 novembre 2011

    Denominazione di origine controllata (DOC)

    Denominazione di origine controllata

    I vini sono classificati nelle loro denominazioni come vino vino DOC e vino DOCG. Con la sigla DOC si identificano i vini a Denominazione di origine controllata.

    La Denominazione di origine controllata contraddistingue i vini prodotti in zone delimitate, solitamente di piccole e medie dimensioni, indicate con il loro nome geografico. I vini DOC garantiscono al consumatore che il prodotto che sta acquistando ha un'origine certa e precise caratteristiche organolettiche e produttive conformi ad un preciso disciplinare di produzione.
    DOCDOC è la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunità europea. Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il prodotto ottenuto dalle uve coltivate in una zona viticola particolarmente vocata (es. Langhe) il cui nome viene utilizzato per designare un prodotto rinomato e di qualità. Le caratteristiche di questi vini sono strettamente connesse con l'ambiente naturale in cui nascono e vengono normate e definite nei disciplinari di produzione.

    La Regione Piemonte conta attualmente 41 vini a denominazioni di origine controllata
    Normativa - i riferimenti legislativi
    Per proteggere la tipicità dei vini fin dal 1962 nel quadro della politica agricola europea si è inserita in modo graduale un'organizzazione comune del mercato vitivinicolo. I meccanismi erano inizialmente volti a regolare l'offerta all'applicazione di un regime di prezzi e di interventi nei confronti dei vini da tavola, regolazione della distillazione ecc.
    Le condizioni del mercato comunitario del vino sono cambiate nel tempo e dopo il Reg. CE 1493/99, rivoluzionario per il comparto, si è giunti all'attuale normativa che racchiude al suo interno tutte le produzioni.
    I principali riferimenti normativi per le DOP e IGP in materia di vini sono i seguenti:
    • Il regolamento CE n. 1234/2007 ha recepito il recente reg. CE 491/2009 uniformando l'OCM di tutti i prodotti alimentari. In questo regolamento sono riportate tutte le modalità per produrre, confezionare e etichettare a livello europeo i vini a denominazione;
    • Reg.CE 607/09 del 14 luglio 2009 – G.u. Ce n. L193 del 24 luglio 2009 – Recante modalità di applicazione del regolamento n.479/08 (ora Reg.1243/07) del consiglio per quanto riguarda le denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche protette, le menzioni tradizionali, l'etichettatura e la presentazione di determinati prodotti vitivinicoli;
    • Reg.CE 606/09 del 10 luglio 2009 – G.u CE n.L 193 del 24 luglio 2009 – Recante alcune modalità di applicazione del regolamentio n. 479/08 del consiglio per quanto riguarda le categorie di prodotti vitivinicoli, le pratiche enologiche e le relative restrizioni;
    • D.lgs 61 del 2010 dell'8 aprile 2010 – G.u. Repubblica Italiana n. 96 del 26 aprile 2010 – Tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini, in attuazione dell'art.15 della legge n. 88 del 7 luglio 2009.
    Riconoscimento - iter burocratico per la certificazione
    Dal 2 agosto 2009 si è modificata la procedura per il riconoscimento e la modifica delle Doc e delle Docg. La nuova prassi prevede due tappe:
    • una nazionale;
    • una comunitaria.
    Il riconoscimento definitivo non avviene più a livello nazionale, ma solo a livello comunitario.
    I riferimenti normativi per il riconoscimento a livello nazionale sono il D.lgs 8 aprile 2010 n. 61 e il D.M 16 dicembre 2010.
    Il riconoscimento di una DOC è riservato ai vini provenienti da zone già riconosciute, anche con denominazione diversa, ad IGT da almeno 5 anni.
    Il riconoscimento di una DOCG è riservato ai vini già riconosciuti a DOC e a zone espressamente delimitate o tipologie di una DOC, da almeno dieci anni.
    Soggetti legittimati a presentare le domande di riconoscimento per una DOC o DOCG
    La richiesta può essere presentata dai Consorzi di Tutela o dalle Associazioni di Produttori costituite ai sensi di legge.
    L'associazione, costituita ai sensi di legge dall'insieme di produttori vitivinicoli della Denominazione oggetto della domanda. Possono far parte dell'Associazione altri soggetti pubblici o di carattere privatistico, purchè rappresentanti gli interessi della relativa denominazione.
    Tra gli scopi sociali dell'Associazione ci deve essere la registrazione del prodotto per il quale si presenta la domanda (o deve almeno essere stata assunta in assemblea la delibera)
    Come si presenta l'istanza di riconoscimento e il suo iter istruttorio
    La domanda viene inviata alla Regione e completata con la documentazione riportata all'art.4 del Decreto Ministeriale 16 dicembre 2010.
    La Regione, entro 60 giorni dalla presentazione, pubblica l'avviso sul BUR e convoca il Comitato Vitivinicolo Regionale per l'approvazione, provvedendo successivamente all'invio al Ministero che entro 45 giorni dalla presa in carico effettua l'istruttoria della pratica.
    Se l'esito della verifica è positivo, il Ministero convoca una riunione di pubblico accertamento – modalità contenute all'art. 7 del D.m 16 dicembre 2010 ed entro 60 giorni la proposta viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
    Trascorsi 60 giorni, se non pervengono osservazioni in merito, il Ministero procede con la pubblicazione del documento unico e del disciplinare sul sito del Ministero stesso. La pratica viene infine trasmessa alla Commissione Europea. che la istruisce.
    La procedura termina a livello comunitario con la pubblicazione sulla G.U. dell'Unione Europea. e a livello nazionale con la pubblicazione sia sul sito che sulla G.U. nazionale del disciplinare di produzione, così come approvato dalla Commisione U.E.
    I disciplinari di produzione vengono dibattuti e trattati dal Comitato Vitivinicolo Nazionale per essere approvati con Decreto Ministeriale.
    Nei disciplinari di produzione sono contenute tutte le regole per la produzione e la commercializzazione dei vini DOP, vengono infatti definite:
    • le zone geografiche di produzione;
    • i vitigni;
    • la tipologia del terreno di coltivazione dell'uva;
    • la resa dell'uva in vino (per evitare un eccessivo sfruttamento della vite);
    • le tecnologie di produzione e di invecchiamento;
    • le caratteristiche del prodotto finito (acidità, estratto secco, gradazione alcolica minima, peculiarità organolettiche);
    • le eventuali qualificazioni del vino al momento della commercializzazione.
    Etichettatura - come distinguere i prodotti certificati
    L’etichettatura del vino DOCG e  DOC è riconoscibile perché:
    • accanto al nome del prodotto c'è la dicitura, per esteso o con acronimo: DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA  (DOC) O  DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA  E GARANTITA (DOCG);
    • è obbligatoriamente presente l'annata di produzione delle uve;
    • è indicata la gradazione alcolica del prodotto espressa in % vol.
    Il Reg.CE 607/09  definisce le informazioni obbligatorie e facoltative da prevedere riportate in etichetta per i vini e i vini DOP.
    Le disposizioni nazionali applicative sono state riportate nel D.lgs 23 dicembre 2009. Il decreto riporta le indicazioni obbligatorie e facoltative che devono essere presenti nell'etichettatura dei vini DOCG e DOC in relazione alle menzioni tradizionali, l'etichettatura e le modalità con cui devono essere indicate.
    Ad es. l'indicazione dell'imbottigliamento in zona di produzione deve essere scritto come:
    • "imbottigliato in zona di produzione";
    o
    • " imbottigliato in…" seguito dal nome della DOP.
    Sull'etichetta deve obbligatoriamente comparire:
    • la denominazione di vendita (es.Piemonte);
    • l’eventuale tipologia relativa alla caratteristica (es. frizzante, dolce ecc…);
    • il nome o la ragione sociale e la sede o del produttore, o del confezionatore o di un venditore, la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento;
    • le indicazioni relative alla salute: (es. prodotto che contiene solfiti);
    • la capacità del contenitore da 0,375 fino alle capacità consentite dai regolamenti e dal Disciplinare di produzione.
    • l’identificativo di lotto, a titolo di tutela merceologica e sanitaria.
    Tra le indicazioni facoltative che possono essere riportate  in etichetta:
    • modalità di conservazione;
    • caratteristiche organolettiche quali colore, sapore, profumi;
    • adempimenti ambientali;
    • consigli sugli abbinamenti e sulle temperature di servizo ;
    • linguaggi / segni per non vedenti;
    • q code.
    Bisogna ricordare che per etichetta di una bottiglia o di un contenitore di vino viene intesa l'intera superficie visibile dal consumatore e quindi non vi sono indicazioni per etichetta e indicazioni per controetichetta ma solamente indicazioni obbligatorie e indicazioni facoltative.
    I singoli disciplinari di produzione riportano autorizzazioni e divieti su quanto deve o può essere scritto in etichetta.
    Alcuni vini DOP possono riportare in etichetta  indicazioni aggiuntive:
    • La specificazione «classico», per i vini non spumanti DOCG o DOC, e la specificazione«storico» per i vini spumanti DOCG e DOC è riservata ai vini della zona di origine piu' antica ai quali puo' essere attribuita una regolamentazione autonoma anche nell'ambito della stessa denominazione.
    • La menzione «riserva» e' attribuita ai vini DOC e DOCG che siano stati sottoposti ad un periodo di invecchiamento, compreso l'eventuale affinamento, non inferiore a:
    ► due anni per i vini rossi;
    ► un anno per i vini bianchi
    ►  un anno per i vini spumanti ottenuti con metodo di fermentazione in autoclave (metodo martinotti/charmat);
    ► tre anni per i vini spumanti ottenuti con rifermentazione naturale in bottiglia.
    • La menzione «superiore» e' attribuita ai vini DOC e DOCG aventi caratteristiche qualitative piu' elevate, derivanti da una regolamentazione piu' restrittiva che preveda, rispetto alla tipologia non classificata con tale menzione, una resa per ettaro delle uve inferiore di almeno il dieci per cento, nonche':
    ► un titolo alcolometrico minimo potenziale naturale delle uve superiore di almeno 0,5° vol;
    ► un titolo alcolometrico minimo totale dei vini al consumo superiore di almeno 0,5 ° vol.
    La menzione «superiore» non puo' essere abbinata ne' alla menzione novello, ne' alla menzione riserva.
    • La menzione «novello» per i vini prodotti conformemente alla normativa nazionale e comunitaria vigente;
    • Le menzioni «passito» o «vino passito», per le categorie dei vini a DOCG e DOC tranquilli, compresi i «vini da uve stramature» e i «vini da uve passite», ottenuti dalla fermentazione di uve sottoposte ad appassimento naturale o in ambiente condizionato.
    • La menzione «vigna» o i suoi sinonimi, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale puo' essere utilizzata soltanto per i vini DOP ottenuti dalla superficie vitata che corrisponde al toponimo o nome tradizionale, purche' sia rivendicata nella denuncia annuale di produzione delle uve e che la vinificazione delle uve avvenga separatamente e sia previsto un apposito elenco positivo a livello regionale.
    Controllo - le garanzie per consumatori e produttori
    I marchi DOCG e DOC
    • garantiscono al consumatore che il prodotto che sta acquistando ha un'origine certa, precise caratteristiche produttive conformi ad un preciso disciplinare di produzione.
    • tutelano il produttore rispetto a eventuali imitazioni o forme di concorrenza sleale e frodi.
    La Doc (Denominazione di origine controllata) è un marchio che contraddistingue vini prodotti in zone delimitate, solitamente di piccole e medie dimensioni, indicate con il loro nome geografico. La produzione dei vini Doc è disciplinata sia a livello viticolo ( ad esempio con regole riferite alla potatura o al sesto di impianto) che a livello enologico, con precise regole da seguire in merito alle rese e alle caratteristiche del prodotto finale. Le regole sono raccolte nel disciplinare di produzione, mentre i controlli per verificarne la conformità prevedono approfondite analisi chimiche e sensoriali.
    Per i vini DOC che presentano "particolare pregio qualitativo" è stato creato il marchio Docg (Denominazione di origine controllata e garantita). Può essere richiesto il riconoscimento a DOCG per quei vini che sono già stati riconosciuti DOC da almeno 10 anni e che hanno notorietà internazionale.
    I vini a Denominazione di origine sono tutelati solo se le garanzie offerte sono verificabili; proprio per questo motivo i soggetti titolari di una DOC o di una DOCG sono sottoposti a controlli (anche prima dell'immissione sul mercato) ad opera di soggetti terzi autorizzati con Decreto Ministeriale. Inoltre e dovranno anche essere accreditati.
    Al fine del controllo del prodotto è stato istituito il piano dei controlli dei vini DOC e DOCG.
    Dal 2009 tutte le DO si sono dotate del piano dei controlli ai sensi del DM 29 marzo 2007 e in conformità con quanto disposto dal Reg. CE 1243/07. La Regione si è fatta parte attiva attraverso la gestione del tavolo di filiera regionale, appositamente costituito, individuando i soggetti deputati al controllo delle oltre 50 denominazioni . Tali soggetti, terzi rispetto ai produttori e ai consorzi di tutela che li rappresentano, sono stati poi riconosciuti dal Ministero con apposito decreto.

    Inoltre a partire dalla vendemmia 2009 tutti i vini a denominazione di origine immessi al consumo in bottiglia sono muniti di un contrassegno di stato che rende effettiva la rintracciabilità del prodotto, la garanzia dei  quantitativi e il monitoraggio delle produzioni.
     
    Fonte: piemonteagri.it
     
         Zia Fiorella




















    venerdì 11 novembre 2011

    Zuppa Inglese, dolce ricetta della tradizione Piemontese

    La zuppa inglese è una ricetta che si prepara in tutto il Piemonte, è uno di quei dolci tradizionali che vanno bene per tutte le occasioni.

    Aldilà del nome, “zuppa inglese” non se ne conoscono le vere origini, la sua nascita viene data, come per tante altre ricette nella zona delle Langhe che insieme al Monferrato è la zona del Piemonte che più ricette tradizionali ci ha tramandato.

    image

    Ingredienti per la zuppa inglese (6 persone)

    • biscotti savoiardi 150 g.
    • rhum della Giamaica 1 bicchiere
    • marmellata di albicocche g. 250
    • crema pasticcera 500 g.
    • alkermes 1 bicchiere
    • crema al cioccolato 150 g.

    martedì 8 novembre 2011

    Zucca fritta alla contadina

    Zucca fritta, semplice ricetta contadina che è un’ottimo contorno per tanti piatti oppure anche un simpatico antipasto.
    Preparare la ricetta della zucca fritta è semplicissimo e ci vuole ben poco tempo.
    Zucca
    Ingredienti per la zucca fritta (4 persone)
    • fette di zucca sottili 8
    • farina 4 cucchiai
    • olio extravergine di oliva 4 cucchiai
    • sale q.b.
    • pepe q.b.

    lunedì 7 novembre 2011

    Il brodo di carne, ricetta base

    Il brodo di carne, può sembrare una cosa scontata ma alla fine se non si vuole usare il classico dado non tutti sanno come preparare il brodo di carne.

    Per le nuove generazioni il brodo di carne è sinonimo di dado, ma ora vediamo come fare in casa un buon brodo di carne ci ci sarà utile in un sacco di ricette.

    Cuochina

    Ingredienti per il brodo di carne

    • Carne di manzo (magra) 2 kg.
    • acqua 6 l.
    • cipolla 1
    • sedano 3 gambe
    • catote 2
    • rosmarino 1 rametto
    • basilico 3 foglie
    • sale q.b.

    sabato 5 novembre 2011

    Salsa al tonno per condire gnocchi o tajarin

    La salsa al tonno è molto usata nelle zone delle Langhe e anche del Roero per condire sia gli gnocchi sia la pasta all’uovo fatta in casa.

    La salsa al tonno oltre ad essere molto buona è anche molto facile e veloce da preparare ed è un’ottima alternativa al classico ragù di carne.

    Tonno

    Ingredienti per la salsa al tonno

    • tonno sott’olio 100 g.
    • cipolle 2
    • burro 50 g.
    • prezzemolo 1 ciuffo
    • salsa di pomodoro 1/2 bicchiere

    venerdì 4 novembre 2011

    Risotto classico alla Piemontese

    Risotto classico alla Piemontese, una delle tante ricette che hanno come ingrediente principale il riso, anche perchè il Piemonte è una delle regioni con la maggior produzione di riso d’Europa.

    Le varietà di riso che si coltivano in Piemonte sono diverse, in questo caso useremo la varietà “Carnaroli”.

    La ricetta del risotto classico alla Piemontese è la più semplice in assoluto e la più preparata nelle cucine del Piemonte.

    Riso

    Ingredienti per il risotto classico alla Piemontese (4 persone)

    • riso 400 g.
    • cipolle rosse 2
    • midollo di vitello 50 g.
    • rosmarino 1 rametto
    • pomodori freschi 2
    • salsa di pomodoro 1 cucchiaio
    • vino rosso 1 bicchiere
    • brodo q.b.
    • sale q.b.
    • pepe q.b.

    Pere cotte al forno, ricetta di Langa con pere “Madernassa”

    Pere cotte al forno, un dolce classico della zona del Piemonte verso le Langhe e il Roero.

    Per la ricetta delle pere al forno si usano solitamente le pere “Madernassa” varietà di pere tipica di queste zone.

    Pere Madernassa

    Ingredienti per le pere al forno (6 persone)

    • 18 pere
    • zucchero 200 g.

    Preparazione

    Prendete una teglia meglio se di terracotta e sistemateci le pere con il picciuolo rivolto verso l’alto e mettete in forno preriscaldato a 150 g.

    Quando saranno cotte (30-40 min) le spolverate con lo zucchero cristallino.

    Servire tiepide, mai fredde.

     

         Zia Fiorella

    mercoledì 2 novembre 2011

    Paste di meliga, ricetta per farle in casa

    Paste di meliga, classica ricetta di pasticceria piemontese, le sue origini se perdono nel tempo. Le paste di meliga sono dolci tipici della zona del Monregalese, cioè di Mondovì, ma si trovano anche in altre zone del Piemonte (in particolare in Val Susa, in Val Cenischia, Val Chisone e in provincia di Biella).

    Tradizionalmente le paste di meliga si gustano da sole o con lo zabajone. Ma è anche abitudine mangiarle con un bicchiere di vino passito, di moscato o di dolcetto, nel quale spesso venivano inzuppate

    La ricetta per fare in casa le paste di meliga (farina di mais) è molto semplice e pochi sono gli ingredienti che occorrono per preparare questi buonissimi dolcetti.

    image

    Ingredienti per le paste di meliga

    • farina di grano 1 kg.
    • farina di meliga (mais) 500 g.
    • burro 1 kg.
    • zucchero 700 g.
    • uova 5 2
    • scorza di line grattugiata 1 cucchiaino
    • sale 10 g.
    • lievito chimico 1 bustina

    lunedì 31 ottobre 2011

    Torrone d’Alba, la ricetta per farlo in casa

    Torrone d’Alba, la ricetta per farlo in casa.

    Quando si parla di Langhe e di Alba  si parla di tartufo bianco e meravigliosi vini come il vino barolo , il barbaresco o il nebbiolo ma vi è un’altra grande e tipica produzione “il torrone d’Alba”.

    Il torrone siamo abituati a comprarlo nei negozi o sui grandi  e colorati banchi che ci sono durante le feste e le fiere ma il torrone possiamo anche farlo in casa….vediamo la ricetta e come.

    torrone

    Ingredienti per il torrone d’Alba

    • miele 2,5 kg.
    • zucchero 1 kg.
    • glucosio 300 g.
    • bianco d’uovo 300 g.
    • vaniglia 2,5 g.
    • nocciole tostate kg. 2,5
    • ostie in fogli q.b.

    venerdì 28 ottobre 2011

    Torta Gianduja ricetta del Piemonte

    Torta Gianduja, troppo buona, una delle torte più buone che ho preparato.

    La ricetta della torta Gianduja è un pochino lunghina e complicata da preparare, ma visto il risultato finale ne vale la pena.

    Già solo dal nome torta Gianduja la dice lunga sul luogo di origine di questa torta, infatti è una specialità tradizionale del Piemonte.

    Image

    Ingredienti per la torta Gianduja (6 persone)

    • zucchero 350 g.
    • cioccolato fondente 200 g.
    • cioccolato al latte 250 g.
    • panna liquida 100 g.
    • fecola di patate 90 g.
    • burro 125 g.
    • farina 90 g.
    • nocciole tostate 50 g.
    • uova 9
    • miele 1 cucchiaino
    • vanillina 1 bustina
    • cognac 1 bicchierino

    Gorgonzola formaggio DOP del Piemonte

    Gorgonzola DOP

    formaggio del Piemonte

    Nel Novarese l'allevamento bovino è finalizzato alla produzione di latte, o meglio di un formaggio, il Gorgonzola, che ha origini lombarde ma che qui si è acclimatato al punto da far scegliere Novara come sede del Consorzio di produzione e tutela dal 1970.

    Se è vero che l'epoca migliore per la sua produzione è l'autunno, sia per la temperatura mite che per il giusto grado di umidità dell'aria, è altrettanto vero che le moderne tecniche hanno fatto sì che si possa produrre eccellente gorgonzola in ogni periodo dell'anno. Proprio le caratteristiche particolari del prodotto fanno sì che, comunque, sia necessario un notevole intervento e controllo manuale.

    GorgonzolaIl gorgonzola è un formaggio erborinato (da "erborin", che in dialetto significa prezzemolo), ottenuto con latte intero di vacca; nel passato si usava la tecnica che impastava due cagliate, complicata e lenta, mentre oggi è stata messa a punto una tecnica che utilizza il latte di una sola mungitura, addizionato di fermenti lattici e spore di penicillina.

    Attraverso particolari fasi di lavorazione del gorgonzola, si ottengono forme di 14-18 chili (ognuna derivata dalla lavorazione di un quintale di latte), un passaggio importante è quello della foratura con grossi aghi metallici, per permettere l'entrata dell'aria nella pasta e favorire lo sviluppo (erborinatura) del Penicillium glaucum, il quale determina la formazione delle caratteristiche venature blu-verdi che rendono questo formaggio inconfondibile.

    Indicazione Geografica Protetta (IGP)

    Indicazione Geografica Protetta

    I prodotti a indicazione geografica protetta (IGP) sono quelli per i quali la materia prima e/o la trasformazione e/o elaborazione e/o la stagionatura si riferiscono a un territorio determinato che conferisce caratteristiche particolari.

    IGP

    Il collegamento fra prodotto e area geografica può consistere in questo caso anche semplicemente nella reputazione di cui questo gode e, ad esempio, la materia prima può anche essere acquisita fuori dall'area delimitata.

    Le caratteristiche dei prodotti DOP e IGP dipendono quindi, totalmente o in parte, dal territorio di produzione, inteso come ambiente climatico, pedologico, con i suoi fattori storico-economici, sociologici e culturali.

    Lo stretto legame tra prodotto e territorio fa sì che il prodotto agroalimentare di una certa categoria merceologica ottenuto in un ambiente geografico ben preciso, ha caratteristiche completamente differenti da un prodotto della stessa categoria merceologica ottenuto in un'altro ambiente geografico.

    giovedì 27 ottobre 2011

    Salam ëd la Douja–Salami sotto grasso di Novara (farli in casa)

    Salam ëd la douja (salami sotto grasso) di Novara

    In passato l'animale da carne dei contadini novaresi era soprattutto il maiale, trasformato nei salamìn d'la duja e nelle fideghine.

    "Salume" nel Basso Novarese è quasi sinonimo di salamìn d'la duja, una piccola salsiccia conservata cruda sotto strutto in orci di terracotta (chiamati appunto "duje"): al naturale, morbido e pastoso grazie al grasso in cui è rimasto avvolto, è consumato come antipasto, cotto imageentra in diverse ricette tradizionali, prima di tutte la paniscia. Quello sotto grasso è uno dei sistemi di conservazione più antichi e più diffusi prima dell'introduzione della refrigerazione artificiale.

    Il salam d'la duja si ottiene con un trito misto di carni scelte e magre (spalla, coppa e ritagli di coscia) e di grasso di lardo o di pancetta.

    La concia è costituita da sale, pepe, spezie e aglio schiacciato nel mortaio e bagnato nel vino, si insacca e si pone ad asciugare per alcuni giorni (anche due settimane) in luoghi freschi e ventilati, a questo punto i salumi sono introdotti nella douja.

    Lo strutto fuso che li ricopre, raffreddando, si solidifica proteggendoli dall'ossidazione. Di solito la stagionatura varia dai tre mesi a un anno: sotto grasso, il salame acquista un gusto piccantino e rimane morbido.

    Sorella del salamìn d'la duja è la fideghina, piccola mortadella di fegato che costituiva la merenda o il pranzo dei lavoratori durante le vendemmie nella zona collinare, di questa ne parleremo in un post dedicato.

    lunedì 24 ottobre 2011

    Baccalà in agrodolce

    Baccalà in agrodolce, una portata di pesce che sulle tavole piemontesi ci sta benissimo, il baccalà oppure il merluzzo erano uno dei pezzi forti della cucina povera in Piemonte, ma non solo, in quanto il baccalà o merluzzo costava pochissimo ed era molte volte merce di scambio.

    Proprio per questo suo valore tradizionale ho inserito il baccalà in agrodolce nel Menù di Natale 2011.

    Baccalà

    Ingredienti per il baccalà in agrodolce

    • baccalà  (varietà “ragno”) 500 g.
    • pomodori pelati 500 g.
    • uvetta sultanina 50 g.
    • prezzemolo 1 ciuffo
    • sedano 1 costa
    • aglio 1 dente
    • olio extravergine di oliva 1/2 bicchiere
    • farina q.b.
    • pepe q..b.
    • sale q.b.

    Brutti e buoni… Dolci tipici del Piemonte

    I Brutti e buoni, sono dei dolci secchi tipici del Piemonte, la zona è quella del Novarese.

    La ricetta dei Brutti e buoni è abbastanza facile da preparare anche in casa, le nocciole le possiamo tostare nel forno, come dice la ricetta, o comprarle già tostate.

    Per la preparazione dei Brutti e buoni ci vogliono circa 30 min.

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    Ingredienti per i Brutti e buoni…

    • nocciole Piemonte 250 g.
    • zucchero a velo 300 g.
    • albumi 5
    • burro 1 noce

    sabato 22 ottobre 2011

    Menù di Natale 2011, tradizionale Piemontese

    Menù Piemontese di Natale 2011, anche quest’anno il menù di Natale che presento è come sempre un menù tradizionale.

    Il Natale è tradizione ed i piatti del cenone o del pranzo del giorno 25 dicembre devono essere quelli della tradizione piemontese, anche se alcune varianti sono ben accette.

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    Pertanto il menù Piemontese di Natale 2011 vedrà 6 antipasti classicissimi, un primo di pasta ripiena, un secondo di pesce e uno di carne, il panettone più un dolce molto buono a base di “seirass”, frutta esotica e frutta secca a volontà.

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    Menù Piemontese di Natale 2011

    mercoledì 19 ottobre 2011

    Coppa di “seirass” alla Piemontese

    Coppa di “seirass” alla Piemontese, (il seirass è la ricotta dolce del Piemonte), un dolce buono buono per le occasioni speciali.

    La coppa di “seirass” alla piemontese non per niente l’ho inserita con il classico panettone nel menù di natale 2011.

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    La ricetta della coppa di “seirass alla piemontese” è abbastanza veloce da preparare, ed il risultato finale ed il successo che otterrà ci farà molto piacere.

    Ingredienti per la Coppa di “Seirass” alla Piemontese (6/8 porzioni)

    • Seirass (ricotta piemontese) freschissima 400 g.
    • panna montata 150 g.
    • zucchero a velo vanigliato 80 g.
    • tuorli d’uovo 4
    • rhum 1 bicchierino
    • marsala 1 bicchierino
    • scorza di limone grattugiata di 1/2 limone
    • uvetta passa ammollata nel marsala 1 cucchiaio
    • marmetta di fragole e mirtilli 6 cucchiaini

    martedì 18 ottobre 2011

    Piccioni ripieni in salsa di vino Barbaresco - Ricetta di Langa

    Piccioni ripieni in salsa di Barbaresco, una ricetta, che ho trovato tra vecchi ritagli, un po’ più complicata e destinata ad occasioni speciali, l’ho inserita nel menù di Natale 2011, proprio per questo motivo.

    La ricetta dei piccioni ripieni in salsa di Barbaresco viene dall’Alta Langa, zona tipica del vino Barbaresco e zone limitrofe. Non è facile da trovare nei menù di trattorie e ristoranti per questo provate a cucinarla in casa.

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    Ingredienti per i piccioni ripieni in salsa di Barbaresco (6 persone)

    Per il ripieno

    • piccioni 3 (da 700 g. cad.)
    • coniglio arrosto 2 tazze
    • pancetta 6 fette (sottili)
    • fegato di coniglio 1
    • carrè di maiale 1 fetta
    • vino barbaresco 1 bicchiere
    • gusti per arrosto

    Per la salsa

    • lauro 1 foglie
    • rosmarino 1 rametto
    • sedano 1 costa
    • carota 1
    • aglio 2 denti
    • cipolla rossa 1
    • ossa dei piccioni disossati
    • osso del carrè di maiale
    • ossa del coniglio disossato
    • vino barbaresco 1 bicchiere

    lunedì 17 ottobre 2011

    Poesia “Golose” di Guido Gozzano

    Le Golose, poesia di Guido Gozzano che rappresenta uno spaccato della Torino che piaceva a me e che purtroppo non ritornerà anzi….ma lasciamo stare le mie nostalgie e parliamo di questa bellissima poesia che si chiama “le golose” ed è dedicata a tutte le “madame”, “madamin e tote ëd Turin”.

    Al tavolino del Caffè Baratti & Milano di piazza Castello, a Torino, Guido Gozzano osserva e svela, con simpatica ironia, i falsi perbenismi delle dame di inizio '800 che tentano maldestramente di nascondere al mondo gli innocenti peccati di gola, le paure e i desideri di una media borghesia contesa tra buone maniere e vizi irresistibili.

    Baratti &Milano

    Le Golose

    "Io sono innamorato di tutte le signore
    che mangiano le paste nelle confetterie.
    Signore e signorine -
    le dita senza guanto -
    scelgon la pasta. Quanto
    ritornano bambine!

    domenica 16 ottobre 2011

    Tortilla de patatas–Regina delle tapas spagnole

    Tortilla de patata, una delle tapas spagnole più tipiche in assoluto, potremmo tradurla in frittata di patate, ma non sarebbe giusto la tortilla è la tortilla punto e basta.

    Preparare la tortilla de patatas è semplice, il difficile è darle quel sapore in più che solo gli spagnoli sanno dare nel cucinarle…vediamo comunque la ricetta.

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    Ingredienti per la tortilla de patatas

    • patate 1/2 kg
    • cipolla 1
    • uova 4
    • olio di oliva
    • sale q.b.

    giovedì 13 ottobre 2011

    Tomini elettrici (piccanti) alla piemontese

    I tomini elettrici, altro antipasto tipico della cucina piemontese che non può mancare nei pranzi in trattoria  o anche nel pranzo domenicale consumato in famiglia dove gli antipasti la fanno sempre da padrone.

    La ricetta dei tomini elettrici è facilissima da preparare e va bene in ogni tipo di pranzo e per ogni occasione, va molto bene anche nei pic-nic.

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    Ingredienti per i tomini elettrici

    • 8 tomini freschi
    • 1 peperoncino rosso piccante
    • 1salsa di pomodoro (un cucchiaio)
    • 1/2 bicchiere di olio di oliva
    • pepe
    • aceto
    • aglio (a piacere)
    • sale

    mercoledì 12 ottobre 2011

    Denominazione Origine Protetta (DOP)

    Denominazione Origine Protetta

    I prodotti a denominazione di origine protetta (DOP) sono quelli per i quali sia la materia prima, sia la trasformazione, elaborazione e stagionatura si riferiscono a un territorio determinato, che conferisce caratteristiche particolari ed inimitabili ad una specialità alimentare.
    DOPLe caratteristiche dei prodotti DOP dipendono quindi, totalmente o in parte, dal territorio di produzione, inteso come ambiente climatico, pedologico, con i suoi fattori storico-economici, sociologici e culturali.

    Lo stretto legame tra prodotto e territorio fa sì che il prodotto agroalimentare di una certa categoria merceologica ottenuto in un ambiente geografico ben preciso, ha caratteristiche completamente differenti da un prodotto della stessa categoria merceologica ottenuto in un'altro ambiente geografico
     
    Normativa - i riferimenti legislativi
    Per proteggere la tipicità di alcuni prodotti alimentari particolarmente legati al territorio e per valorizzarli e promuoverli la Comunità Europea ha varato fin dal 1992 una normativa precisa (Reg. 2081/92, abrogato dalRegolamento CE n. 510/06) prevedendo la registrazione a livello comunitario delle due tipologie di produzioni: DOP e IGP.

    Fiere del Tartufo bianco 2011 in provincia di Alessandria

    Fiere del Tartufo bianco 2011 in provincia di Alessandria

    In provincia di Alessandria l’autunno e l’inverno sono i mesi prediletti dai buongustai che potranno assaporare, in abbinamento ai pregiati vini, i prestigiosi “frutti” del territorio: quindi, funghi castagne, nocciole e molto altro, ma soprattutto il re della tavola, il mitico tartufo bianco.

    Tartufo bianco

    Ecco l’agenda della fiere regionali del tartufo in Alessandria&Monferrato:

    ·  8-9 ottobre- Odalengo Piccolo – “Tufo&Tartufo” – Tel. +39 0141 919126

    ·  9 Ottobre – 13^ Mostra mercato del tartufo – Tel. +39 0131 777101

    ·  5-6 novembre – Cella Monte – “Sagra del tartufo bianco in Valle Ghenza” – Tel. +39 0142 188161

    ·  13 novembre – Alessandria – “Fiera di San Baudolino” – Tel. +39 0131515248

    ·  12-13 novembre – Tortona _ “Mostra mercato del tartufo” – Tel. +39 0131 864297

    ·  13 e 20 novembre – Murisengo – “Trifola d’or” – Tel. +39 0141 993041

    ·  20 novembre – San Sebastiano Curone – “Mostra mercato del tartufo” – Tel. +39 0131 786205

    ·  25-27 novembre – Acqui Terme – “Acqui&sapori” – Tel. +39 0144 770274

     

    Tutte le altre fiere del tartufo bianco 2011 che si svolgono in Piemonte le trovate sul sito de “Il Cinzanino Piemonte Web Magazine.

     

         Zia Fiorella

    martedì 11 ottobre 2011

    Ossa da mordere (òss ëd mort), dolcini di Novara

    Ossa da mordere “òss ëd mort”, antichissimo dolce di Novara, molto buono e facile da fare anche in casa.

    Le ossa da mordere “òss ëd mort” vano bene come fine pasto, magari con un liquore dolce come accompagnamento e come biscotto per la merenda.

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    Ingredienti per le ossa da mordere “òss ëd mort”

    • farina bianca 250 g.
    • nocciole 100 g.
    • mandorle dolci 100 g.
    • zucchero 400 g.
    • 2 albumi
    • limone 1 (ol succo)
    • burro 1 noce

    Agnolotti “del plin” ripieni di fonduta, ricetta tipica piemontese

    Agnolotti “del plin” ripieni di fonduta, ricetta made in Langa dove i sapori non hanno mai fine e l’unicità del territorio le rende uniche.

    La ricetta degli agnolotti del “plin” con fonduta si differenzia dai tradizionali solo per il ripieno, la fonduta al posto della carne. Ripieni di fonduta si possono fare anche gli agnolotti  piemontesi tradizionali (i goeb).

    Gli agnolotti del “plin” ripieni di fonduta, vanno serviti solo con un condimento di burro fuso e salvia, al massimo e qui tocchiamo l’apoteosi una grattatina di tartufo bianco d’Alba.

    Questa ricetta è stata inserita nel menù Piemontese del Natale 2011.

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    Ingredienti per gli agnolotti del “plin” ripieni di fonduta (4-6 persone)

    • farina bianca 300 g.
    • tuorli d’uovo 5
    • spinaci lessati e tritati 1 pugno

    Per la fonduta

    • fontina valdostana (no fontal o simili)150 g.
    • tuorli d’uovo 2
    • latte q.b.
    • burro 50 g.

    domenica 9 ottobre 2011

    Nocciolino di Chivasso (PAT) del Piemonte

    NOCCIOLINO DI CHIVASSO

    Il Nocciolino di Chivasso è preparato con le nocciole della varietà Tonda Gentile delle Langhe, alcool, acqua, zucchero ed aromi. Si tratta di un liquore dal colore ambrato e dal gusto dolce . Ha un titolo alcolometrico di 24% vol.

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    Dopo la seconda guerra mondiale, il Nocciolino è stato ideato e brevettato dalla ditta Capella Giovanni di Chivasso. Nel 1950, la ditta Capella ottenne dal Comune di Chivasso l'autorizzazione a fregiare le etichette ed il marchio di fabbrica del prodotto con lo stemma gentilizio della città. La ditta Capella depositò il marchio all'Ufficio Centrale dei brevetti, modelli e marchi presso il Ministero dell'Industria e del Commercio il 28 aprile 1959.

    Agnolotti del plin, ricetta tipica piemontese

    Gli agnolotti del plin, sono diventati famosi e sono entrati a pieno diritto nei menù dei ristoranti tipici o trattorie di tutto il Piemonte.

    Vediamo innanzitutto perchè si chiamano Plin, il nome deriva da Plin = Pizzicotto che stringe l’agnolotto fra pollice, indice e medio e la loro caratteristica è quella di di essere molto piccoli e pertanto poco hanno a che vedere con il fratello maggiore l’agnolotto.

    L’origine degli agnolotti del plin viene data tra le zone del Monferrato  e delle langhe.

    Il ripieno che più viene usato è quello classico con la carne ma sono altresì molto buoni con il ripieno di fonduta e si condiscono quasi sempre con burro fuso e salvia, con un’eventuale aggiunta di una grattatina di tartufo bianco d’Alba.

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    Ingredienti:

    PER LA PASTA

    • Farina bianca 1 kg

    • Uova 12

    • Olio extravergine

    • Sale q.b.

    sabato 8 ottobre 2011

    Flan di topinhambur con tartufo bianco d’Alba

    Flan di topinhambur con tartufo bianco, ecco una ricetta super in tutti sensi, le sensazioni che si hanno degustando un piatto del genere sono indescrivibili.

    la ricetta del Flan di topinhambur con tartufo bianco  ha origini antichissime ed è originaria della zona fra le Langhe ed il Monferrato, va pur detto che questa ricetta mi era stata segnalata anche in Valle d’Aosta.

    Questo piatto ovvero il Flan di topinhambur con tartufo bianco l’ho inserito nel menù Piemontese del Natale 2011.

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    Ingredienti per il Flan di topinhambur con tartufo bianco (4/6 persone)

    • topinambur 750 g.
    • uova intere 3
    • parmigiano reggiano grattugiato 50 g.
    • tartufo bianco d’Alba 1 (30/40 g.)
    • latte intero 2 dl.
    • farina bianca 30 g.
    • burro 30 g.
    • sale q.b.

    giovedì 6 ottobre 2011

    Patate con tartufo bianco e robiola d’Alba

    Patate al tartufo bianco d’Alba con robiola una ricetta che è più di una sinfonia per il nostro palato.

    Semplice, gustosa in poche parole una ricetta eccezionale che esalta il profumo del tartufo bianco e una volta provata sicuramente vorrete ripetere.

    La ricetta delle patate al tartufo bianco e robiola d’Alba è originaria delle Langhe, ma si può trovare anche in qualche piola del Roero o del Monferrato.

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    Ingredienti per le patate al tartufo bianco con la robiola (4 persone)

    • patate a pasta gialla 400 g.
    • robiola d’Alba 120 g.
    • besciamelle 1/2 l.
    • parmigiano reggiano 100 g.
    • uova 3
    • latte intero 1/2 bicchiere
    • tartufo 1 (30 g. circa)
    • mollica di pane di 2 biovette
    • sale q.b.
    • pepe nero q.b.

    mercoledì 5 ottobre 2011

    Minestra di orzo e castagne

    Minestra di orzo e castagne, una ricetta autunnale che ha le sue radici nella cucina Piemontese di montagna.

    La ricetta della minestra di orzo e castagne è veramente facile da cucinare ma che vale la pena provare e fare conoscere ai nostri amici.

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    Ingredienti per la minestra di riso e castagne (4 persone)

    • orzo perlato 200 g.
    • latte intero 1 l.
    • castagne secche 200 g.
    • burro 100 g.
    • sale q.b.

    martedì 4 ottobre 2011

    Il Latte, la filiera, l’etichetta e la normativa

    Il Latte, la filiera, l’ etichetta e la normativa

    Il sistema  "latte qualità", attivato nel 1988 allo scopo principale di migliorare la qualità del latte piemontese, è confluito successivamente nell'attività di monitoraggio denominata "Latte qualità" e compreso fra le iniziative del programma regionale di ricerca e sperimentazione agricola.

     LatteIl progetto prevede il regolare e programmato prelievo dei campioni di latte presso gli allevamenti (quasi 2.000 stalle, per complessive 60.000 analisi annue) ubicati nel territorio regionale, analizzati in laboratori specifici individuati e gestiti secondo controllate modalità che ne assicurano la massima attendibilità.

    I dati del progetto possono essere integrati e coordinati con le informazioni e le elaborazioni anagrafiche, produttive, riproduttive e sanitarie raccolte ed organizzate per lo svolgimento di specifiche attività e compiti istituzionali e contenute in altre banche dati esistenti, ove disponibili e compatibili, quali ad esempio quella relativa alle quote latte, all'anagrafe bovina, ai controlli funzionali.

    La Regione - attraverso i Settori Servizi di Sviluppo Agricolo e  Sviluppo delle Produzioni Zootecniche- mantiene il ruolo di coordinamento dell'attività  affidando i compiti di gestione, di ispezione e di indirizzo tecnico-scientifico a vari Enti operanti sul territorio (quali l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino e l'Associazione Regionale Allevatori).

    lunedì 3 ottobre 2011

    Tortino di castagne con zabajone al vino moscato

    Tortino di castagne con zabajone al moscato, un dolce tipico autunnale dove si trovano le migliori castagne ed il vino moscato sprigiona tutto il suo aroma.

    La ricetta del tortino di castagne con vino moscato è sostanzialmente facile da eseguire ed è un dolce per tutte le occasioni

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    Ingredienti per il tortino alle castagne

    • castagne lessate  200 g.
    • latte intero 3 dl.
    • albumi d’uovo 3
    • tuorli d’uovo 2
    • zucchero 100 g.
    • cacao amaro 40 g.
    • rhum 1/2 bicchiere
    • colla di pesce 1 foglio
    • panna liquida 1 dl

    Ingredienti per lo zabajone

    • tuorli d’uovo 4
    • zucchero 4 cucchiai rasi
    • vino moscato 1 bicchiere